Proteste nonviolente duramente attaccate dall’esercito israeliano.

Cisgiordania – Infopal

L’esercito israeliano ha attaccato una protesta pacifica contro il divieto ai palestinesi di utilizzo di strade "riservate agli ebrei" costruite su territorio palestinese.

Nell’assalto dei militari, 5 cittadini sono rimasti feriti, tra cui Yousef Karaja, responsabile dei Comitati di Resistenza popolare di Ramallah.

I manifestanti provenivano dal villaggio di Kharabtha al-Misbah, a sud-ovest di Ramallah.

Gli altri feriti sono: Muntasser Al-Habal, Wajih Hilal, Adib Darraj e un ragazzino colpito da proiettili di acciaio rivestiti di gomma.

Le autorità israeliane non permettono ai residenti di guidare sulla Strada 443, che attraversa i territori palestinesi, perché di esclusivo uso dei coloni. La popolazione locale sta protestando per questa decisione, che definisce "razzista", e che è in vigore da sette anni.

Manifestazione nonviolenta a Bil’in

Come consuetudine da tre anni a questa parte, ieri la popolazione della cittadina di Bil’in, nei pressi di Ramallah, ha manifestato insieme a pacifisti israeliani e internazionali contro la costruzione del Muro di Annessione voluto dal governo di Israele.

I soldati israeliani hanno lanciato lacrimogeni contro la folla e sparato proiettili di acciaio rivestiti di gomma, ferendo 3 persone.

Tra i manifestanti, era presente una delegazione dei Giovani Socialisti norvegesi. La città di Turnham, in Norvegia, che negli anni ’80 fu la prima a boicottare il regime di apartheid sudafricano, l’anno scorso ha avviato una campagna di boicottaggio contro il regime di segregazione attuato da Tel Aviv contro la popolazione palestinese.

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