Valico di Rafah: storie strazianti

Gaza-PIC. La chiusura del valico di Rafah ha generato un grande shock in migliaia di palestinesi che ne attendevano l’apertura da molte settimane.

Um Jamil stava aspettando con impazienza che gli fosse permesso di recarsi in Libia per far sposare la figlia Aya con un parente con il quale era fidanzata da più di un anno e mezzo.

Quando le autorità egiziane hanno annunciato l’apertura del valico di Rafah per quattro giorni, Um Jamil e sua figlia hanno iniziato i preparativi del loro viaggio, non sapendo che il passaggio sarebbe stato chiuso nuovamente qualche ora dopo.

Senza fornire spiegazioni, le autorità egiziane mercoledì sera hanno deciso di chiudere l’attraversamento della frontiera di Rafah e bloccare i movimenti in entrambe le direzioni fino a nuovo ordine.

Matrimonio rinviato. Um Jamil ha detto al giornalista di PIC: “Mia figlia ed io abbiamo registrato i nostri nomi circa un anno fa per poter viaggiare in Libia e raggiungere il suo fidanzato.

“La situazione del valico di Rafah è insostenibile. Il matrimonio di mia figlia è a rischio ed è stato rimandato molte volte a causa delle ripetute chiusure”.

Gioia incompletaYasmin Abu Jazar, 29 anni, è una palestinese sposata con un cittadino egiziano nella città di Banha, in Egitto. È rimasta bloccata a Gaza dal giorno in cui è venuta a trovare i suoi parenti nella città meridionale di Khan Yunis.

Abu Jazar ha detto al giornalista di PIC: “Sono venuta a Gaza sei mesi fa per visitare i miei parenti con uno dei miei figli. Ho lasciato gli altri con il padre perché avevo intenzione di tornare il prima possibile, ma non ci sono riuscita”.

Yasmin ha detto di essersi sentita molto felice quando due giorni fa le autorità egiziane hanno deciso di aprire il valico per quattro giorni. Secondo la lista dei nomi registrati per il viaggio, Yasmin avrebbe dovuto lasciare Gaza il secondo giorno.

Ma la gioia di Yasmin è stata subito stroncata dall’improvvisa chiusura del valico avvenuta, per inspiegabili motivi di sicurezza, appena un giorno dopo la sua apertura.

Sofferenza infinitaLa storia di Kamal Tarzi, 58 anni, è molto simile. Ha aspettato per oltre cinque mesi l’apertura del valico di Rafah per recarsi in Egitto per farsi curare, dopo aver ottenuto una visita medica a proprie spese.

“Quando è troppo è troppo”, ha detto Tarzi con profondo dolore. Ha fatto appello alle autorità egiziane per la riapertura del valico, facendo notare che il viaggio è un diritto garantito da tutte le leggi internazionali.

Tutti i passeggeri che hanno lasciato l’Egitto per tornare a Gaza sono ancora bloccati sul lato egiziano del valico di Rafah, mentre solo 652 cittadini palestinesi sono riusciti a lasciare Gaza il primo giorno.

A Gaza migliaia di ammalati, studenti e titolari di permessi di soggiorno all’estero stanno  ancora aspettando l’apertura del valico per uscire dalla Striscia di Gaza. Solitamente il periodo di apertura del valico deciso dall’Egitto non è sufficiente a garantire il viaggio di tutti i passeggeri di entrambe le parti.

L’Egitto ha chiuso bruscamente il valico di Rafah il 9 febbraio 2018 per “ragioni di sicurezza” legate alla situazione nella Penisola del Sinai, dopo averlo aperto per soli due giorni.

Il valico è stato eccezionalmente aperto il martedì per il ritorno di 160 passeggeri rimasti bloccati all’aeroporto del Cairo.

Secondo le statistiche del Ministero degli Interni di Gaza, il valico di Rafah è stato aperto solo per tre giorni dall’inizio del 2018.

Traduzione per InfoPal di Beatrice Clemente

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