Abbas: Abbiamo un’alternativa se le trattative falliscono

Betlemme – AFP. Il presidente dell'Anp Mahmoud Abbas, martedì scorso, ha dichiarato che prenderà in considerazione un’altra alternativa per guadagnare il riconoscimento internazionale nel caso in cui gli sforzi degli Stati Uniti per l’avanzamento delle trattative di pace con Israele dovessero fallire.
“Faremo tutto il possibile per portare avanti questo processo. Non c'è altra scelta che la pace, continueremo su tale fronte e confidiamo nel successo dell’operato degli Stati Uniti”, ha aggiunto Abbas alla conferenza stampa con il presidente tedesco Christian Wulff.

E ha aggiunto: Anche se non avrà successo, dirigeremo i nostri sforzi verso un’altra opzione per trovare un accordo di pace e la legittimità internazionale, per giungere alla formazione di uno stato palestinese indipendente”.
La dirigenza di Ramallah ha ripetutamente sostenuto, nelle ultime settimane, di considerare una gamma di opzioni, incluso il riconoscimento delle Nazioni Unite per una dichiarazione di stato indipendente, se le trattative di pace non dovessero riprendere.
Le trattative dirette, che iniziarono a settembre, si sono esaurite nel giro di poco tempo, a seguito della scadenza di una moratoria per la costruzione coloniale nella West Bank.
I palestinesi avevano affermato che non sarebbero ritornati alle trattative a meno che il divieto non venisse rinnovato, ma Israele è ben lontana da ciò.
Gli Stati Uniti hanno lavorato su un accordo che offrirebbe a Israele una gamma di incentivi in cambio di una nuova moratoria, ma non si è giunti ad alcun compromesso.

E anche se Washington può trovare un accordo con Netanyahu, il primo ministro israeliano si è impegnato affinché nessun nuovo blocco fermi la costruzione a Gerusalemme Est, blocco che i palestinesi, invece, vogliono incluso nella nuova moratoria.
Abbas, parlando dopo il meeting con Wulff, ha sfidato Netanyahu a mostrare il suo impegno nel processo di pace.
“Se Benjamin Netanyahu ha affermato che noi non vogliamo la pace, dovrebbe dimostrarcelo. Porgiamo la mano a lui e a Shimon Peres così come al defunto Yitzhak Rabin”, ha affermato Abbas.

Abbas rifiuta il suggerimento provvisorio di delineare dei confini temporanei per un futuro stato palestinese  affermando che “non c’è ragione perché una soluzione non possa essere raggiunta in un anno o due, ma non vogliamo un temporaneo stato palestinese”.
Dopo il colloquio con Wulff, a cui sono stati mostrati i territori israeliani e palestinesi, Abbas ha elogiato il ruolo tedesco nelle mediazioni sul caso del sequestro del soldato israeliano Gilad Shalit e per aver chiesto la sua liberazione.
“Quest’uomo vuole tornare dalla sua famiglia il prima possibile”, ha affermato Abbas, aggiungendo che lui ne chiede il rilascio sin dall’inizio.
“Sfortunatamente, non abbiamo avuto possibilità di discutere sulla questione con Hamas: li ho esortati a rilasciare i loro prigionieri incoraggiando anche Israele a fare altrettanto con i prigionieri palestinesi”.

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