Attivista americana schiacciata da un bulldozer: terzo giorno di udienze.

Haifa. Il tribunale distrettuale di Haifa ha visto ieri il terzo giorno di testimonianze, nell'ambito della causa civile intentata dalla famiglia di Rachel Corrie contro lo stato d'Israele per l'uccisione della donna.

Rachel venne investita da un bulldozer Caterpillar D9R il 16 marzo 2003, mentre manifestava contro la demolizione delle case palestinesi insieme agli altri membri del Movimento di solidarietà internazionale palestinese (impegnato nella resistenza all'occupazione israeliana con metodi e principi non-violenti).

L'unica testimonianza fornita ieri è quella della cittadina britannica  Alice Coy, infermiera, che ha assistito alla morte di Rachel. La Rachel Corrie foundation ha riferito che la difesa dello Stato ha speso la maggior parte della giornata cercando di dimostrare che, contrariamente a quanto affermano tutti i testimoni oculari e i report umanitari, l'esercito israeliano non aveva alcuna intenzione di demolire case nell'area in cui è stata uccisa la donna.

Secondo la testimonianza di Coy, il soldato che la intervistò l'1 aprile dello stesso anno sulla morte di Rachel si rifiutò di registrare la sua versione dei fatti, e cioè che i bulldozer erano sul posto per distruggere le abitazioni civili.

In base al resoconto della Rachel Corrie foundation, Coy si mostrò convinta che l'esercito israeliano progettava di abbattere le case, perché è ciò che aveva appena fatto nel Philadelphi Corridor nei giorni e nelle settimane precedenti, e perché aveva già cominciato a distruggere un edificio quello stesso 16 marzo.

La stessa Coy aveva parlato con molte famiglie palestinesi che si erano viste demolire le loro abitazioni nell'area dove fu uccisa Rachel, e ha dichiarato davanti al tribunale di essere certa che il conducente del bulldozer assassino era in grado di vedere la donna.

Sette anni dopo la morte di Rachel, i genitori, Craig e Cindy Corrie, sono arrivati mercoledì scorso nel Tribunale distrettuale di Haifa. La corte ha speso questi primi giorni del processo ad ascoltare le varie testimonianze.

La prima è toccata a Richard Purssell, attivista britannico del Movimento di solidarietà internazionale, che ha raccontato come un Catepillar D9 corazzato israeliano abbia avanzato per circa 4 metri sopra il corpo di Rachel, ed abbia quindi indietreggiato. A questa è seguita la testimonianza di Tom Dale, anche lui membro del Movimento.

All'udienza erano presenti tre funzionari dell'ambasciata degli Stati Uniti a Tel Aviv, tra cui il console generale Andrew Parker. I Corrie hanno anche incontrato gli assistenti del vice presidente USA Joe Biden. I funzionari USA hanno promesso di frequentare tutte le sedute, riferisce Craig Corrie.

Giovedì è stata pubblicata la versione ufficiale del Pubblico ministero israeliano, secondo cui “il conducente del bulldozer e il suo comandante avevano un campo visivo molto limitato, abbastanza da non avere alcuna possibilità di vedere la signorina Corrie”.
Israele ha anche sostenuto che la morte di Corrie è stata causata da “un'azione militare in ambito bellico”, per la quale lo stato non sarebbe quindi responsabile
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