Attivisti israeliani per il ‘Lavoro ebraico’, contro l’impiego di palestinesi nel commercio

Agenzie. Un gruppo di giovani coloni israeliani è impegnato in una sorta di “allerta al pubblico”, progetto avente l'obiettivo di scoraggiare gli acquisti dai negozi dove siano impiegati arabi, vale a dire palestinesi. Lo ha riportato ieri il quotidiano israeliano “Haaretz”.

Circa 20 individui, in gran parte provenienti dal noto insediamento di Yitzhar, nel nord della Cisgiordania occupata, stanno facendo la ronda tra i quartieri gerosolimitani per compilare una lista degli esercenti che impiegano palestinesi.

Meir Ettinger, 19enne, ha detto alla polizia di stare lavorando per la causa del “Lavoro ebraico”. Dopo che un commerciante aveva sollevato dubbi sul suo comportamento, la polizia ha interrogato altri quattro uomini impegnati nello stesso progetto.

Ettinger è nipote del rabbino Meir Kahane, noto per le sue tesi secondo le quali è necessario fare una pulizia etnica degli arabi dalla Palestina storica.

Già Ettinger era stato allontanato da alcuni negozi per scoprire, a distanza di giorni, che altri suoi colleghi stavano conducendo la stessa attività di “sondaggio”.

Uno di questi attivisti, Moshe Ben Zikri, residente a Gerusalemme, ha detto ad Haaretz: “Presto sarà pubblicato un opuscolo con una lista dei negozi dove lavorano palestinesi. (…) Poi affiggeremo sui muri pubblici dei poster e una segnaletica con le liste per le strade. In questo modo la gente sarà messa al corrente e sarà prudente”.

Ad agosto scorso, Israele impose delle diffide nei confronti di 12 coloni di Yitzhar accusati di aver incendiato moschee, veicoli ed edifici di proprietà palestinesi.

Agenzie:

Ma'an

Imemc

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