Bahar: ‘Nuove posizioni di Goldstone derivano dalle pressioni sioniste. Ora rischio di altro spargimento di sangue’

Gaza – InfoPal. Ricordando che dopo il ruolo di giudice sui crimini di guerra in Rwanda, Yugoslavia e Sudafrica, Richard Goldstone non è più un giudice internazionale, anche Ahmed Bahar, vice presidente del Consiglio legislativo (Clp) ha sottolineato che le nuove posizioni di Goldstone sono il frutto di forti pressioni subite dalla lobby sionista che – tra le altre cose – gli aveva pure proibito di eseguire rituali religiosi ebraici.

In conferenza stampa, Bahar ha affermato ieri a Gaza City che “sebbene Goldstone abbia fatto un passo indietro, il documento rappresenta una posizione Onu”, e ha puntualizzato che “l'intervento israeliano sul destino dell'importante relazione non potrà invalidarla”.

“Il Rapporto Goldstone è un documento che appartiene all'Onu, al suo Consiglio per i diritti umani e alla comunità internazionale. Esso è di tutte le vittime della guerra israeliana sulla Striscia di Gaza e delle genti libere”.

Bahar ha poi aggiunto che “dare credito alle deboli giustificazioni di Goldstone equivarrebbe a tollerare nuove offensive contro Gaza e soprattutto eviterebbe il Tribunale penale internazionale ai criminali israeliani”.

Di fronte a questa pericolosa eventualità, Bahar ha parlato di “responsabilità morale e legale”.

Tra tutti, i sopravvissuti palestinesi della guerra israeliana su Gaza erano rimasti particolarmente sconcertati dalle dichiarazioni di Richard Goldstone.

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