Barak conferma la chiusura dei valichi a tempo indeterminato.

Gaza – Infopal. Fonti palestinesi hanno riferito che le autorità di occupazione israeliane hanno nuovamente rinviato l’apertura del passaggio di Karm Abu Salem, a sud della Striscia di Gaza, con il pretesto della caduta di missili sulle colonie e sulle postazioni israeliane oltre il confine.

Dalla parte israeliana del valico sono fermi 35 camion carichi di aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, di cui 20 dell’Unrwa, l’Agenzia Onu per i rifugiati, e 15 di latticini e carne.

Israele ha deciso di tenere chiusi, a "tempo indeterminato", tutti i passaggi della Striscia di Gaza portando a giustificazione il lancio di razzi artigianali. Durante la tregua, tuttavia, i passaggi venivano aperti con il contagocce e l’assedio è stato mantenuto. Si tratta dunque di mera propaganda ad uso interno e mediatico.

Ieri, il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha addirittura respinto la richiesta del Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, di permettere l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, dimostrando, ancora una volta, di essere "al di sopra" della legalità internazionale.

Parlando alla radio israeliana e rispondendo a domande sull’appello di Ban Ki-Moon, Barak ha ammesso che la situazione di Gaza è esplosa a seguito dell’attacco israeliano contro un tunnel che, a suo dire, "serviva per sequestrare soldati israeliani".

Il ministro ha poi affermato, evidentemente in un attacco di humor, che "Israele è sensibile e interessata ai bisogni umanitari", ma ha subito aggiunto: "Hamas deve imporre il cessate il fuoco alle fazioni. Questo aiuterà a ottenere l’ingresso di maggiori quantità di prodotti attraverso i passaggi. Se l’altra parte vorrà riprendere la tregua, ci sarà un cessato il fuoco, ma se opterà per l’escalation, allora ci sarà un attacco. Non abbiamo paura di attaccare Gaza, ma non vogliamo nemmeno farlo a tutti i costi".

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