Coloni israeliani irrompono sul confine giordano

Betlemme – Ma'an, InfoPal. Coloni israeliani hanno attaccato il confine giordano lunedì sera in protesta all'intervento di 'Amman nella disputa di Bab al-Mugaribah, ponte che conduce alla mosche di Al-Aqsa.

Una portavoce dell'esercito israeliano ha affermato che, dalle prime notizie, risulta che 30 israeliani hanno varcato il recinto di sicurezza e sono entrati nella zona militare tra Giordania e Cisgiordania, senza però entrare in territorio giordano.
Egli ha poi aggiunto che i soldati israeliani e la polizia doganale sono presenti “per ristabilire l'ordine”.

Inoltre, coloni israeliani si sono barricati nella notte in un sito cristiano vicino agli argini del fiume giordano, considerato dai cristiani il luogo del battesimo di San Giovanni.
I coloni, conosciuti come “I Giovani della Collina”, stavano cercando di dar vita a un avamposto nell'area, prima che i soldati israeliani li scoprissero.

Israele ha chiuso il ponte di Bab al-Mugaribah dopo che un ingegnere di Gerusalemme l'aveva ritenuto un pericolo. I media israeliani riportano che Israele si consulterà con il Re di Giordania, custode dei siti sacri islamici a Gerusalemme, sul futuro del ponte.

Il ponte aveva rischiato l'abbattimento il mese scorso, poi Netanyahu aveva posticipato la demolizione su consiglio dei diplomatici e funzionari di sicurezza israeliani.
Il premier israeliano è stato avvisato che la rimozione della struttura e la costruzione di un nuovo ponte, produrranno la reazione del mondo musulmano, soprattutto nel turbolento Egitto. I sospetti sono che i lavori danneggeranno la moschea di Al-Aqsa.

Shaykh Muhammad Hussein, muftì di Gerusalmme, e le autorità religiose islamiche si oppongono alla demolizione della struttura esistente, che dovrebbe far posto a una nuova.

Ogni costruzione è potenzialmente esplosiva, anche politicamente. Durante il primo governo di Netanyahu, nel 1996, l'apertura di un nuovo tunnel per turisti nella zona scatenò le proteste dei fedeli musulmani e scontri armati nei quali persero la vita 60 palestinesi e 15 israeliani.

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