Croce Rossa: Israele ha chiuso 750 file di casi di tortura senza mai aprire indagini

An-Nasira (Nazareth) – InfoPal. Il Comitato israeliano contro la tortura (Pcati) ha rivelato al pubblico i dati relativi a tutte le accuse inviate al Comitato della Croce Rossa Internazionale (Icrc) nel corso dei 10 anni passati.

Tutti i registri relativi a 750 accuse di tortura praticata dagli apparati d'Intelligence israeliani, lo Shabak, sono stati chiusi.

La decisione è un'esplicita richiesta dello Shabak che non ha voluto procedere in tribunale. L'esito di 35 di questi casi resta in sospeso.

Stando ai dati trasferiti all'Onu nel 2008 dal Pcati, solo quattro casi sono stati presi in esame dalla corte disciplinare.

Nel documento si ricorda il rilevante ruolo di Icrc in Israele, la quarta sede al mondo per importanza, responsabile delle visite ai prigionieri e del passaggio dei propri resoconti alle autorità d'occupazione israeliane.

In base ai dati forniti dal ministero della Giustizia di Israele, Pcati ha incontrato solo 51 casi di denuncia per tortura presi in esame dallo Shabak nel 2010.

“I dati sono la dimostrazione che in Israele la tortura è una pratica 'consolidata e mai abbandonata'”, affermano da Pcati.

Tra le azioni portate avanti, il Comitato aveva presentato alla Corte Suprema una petizione insieme a 12 vittime di tortura. Al centro delle accuse, il procuratore generale, considerato colpevole di non aver ritenuto doveroso avviare l'indagine su quei 12 casi.

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