Detenuti: Hamas favorevole allo scambio se le richieste sono soddisfatte

 

Gaza – Pal-Info. Il membro dell'ufficio politico di Hamas Mahmud az-Zahhar ha dichiarato che il suo movimento è pronto a riprendere le trattative indirette per uno scambio di detenuti con l'occupazione israeliana, ma che non indietreggerà sulle sue richieste.

In un comunicato stampa inviato ieri all'agenzia stampa Safa, az-Zahhar ha inoltre aggiunto che alcuni politici israeliani hanno espresso a loro volta la disponibilità a ricominciare le negoziazioni, e che l'impegno di Hamas non sarà simile a quello che la parte israeliana ha dimostrato in passato, quando il suo mini-governo ritrattò sugli accordi già raggiunti.

Il politico palestinese ha tuttavia confermato che la visita effettuata dal mediatore tedesco nella Striscia di Gaza più di due settimane fa, e fatta allo scopo di esaminare le opportunità di rivitalizzare le negoziazioni, non aveva portato nulla di nuovo.

Per quanto riguarda la riconciliazione nazionale, az-Zahhar ha assicurato che Hamas sta compiendo grossi sforzi per il successo dell'imminente incontro con Fatah, previsto per domani.

In un'altra occasione, il membro dell'ufficio politico aveva condannato le minacce israeliane di lanciare una nuova guerra contro Gaza, definendole un tentativo di destabilizzare la situazione interna della Striscia ed intimidare la resistenza palestinese.

“Se vogliono la guerra, noi siamo pronti – ha chiarito -, ma per i sionisti non andrà com'è andata la volta scorsa; d'altra parte, nell'ultima guerra del 2008 non sono stati in grado di raggiungere il loro obiettivi, e noi, da parte nostra, abbiamo individuato le loro debolezze e acquisito mezzi di forza che potrebbero permetterci di dissuaderli”.

Az-Zahhar si è anche espresso sull'emendamento della legge di cittadinanza israeliana, durante un seminario tenutosi ieri sulle implicazioni dell'emendamento: secondo il membro di Hamas, Israele non potrà mai diventare uno Stato per il semplice fatto di non avere storia, eccetto alcuni precedenti accidentali quali l'arrivo dei mongoli, che vennero espulsi o si mescolarono ad altre nazioni.

Secondo il leader, la decisione israeliana minaccerà anche i diritti dei palestinesi a possedere proprietà private nelle terre occupate dal 1948 [in territorio israeliano, ndr].

Da parte sua, il ministro palestinese della Giustizia Faraj al-Gul ha affermato che l'occupazione israeliana non avrebbe osato prendere una decisione simile se non fosse per il sostegno degli Usa e l'impotenza araba. 

Lo stesso ministro ha inoltre avvertito che la decisione punta a svuotare Israele del suo popolo nativo, e presenta lo Stato israeliano come se fosse l'unico proprietario legittimo della terra palestinese.

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