Divieto di ingresso per Leila Khaled.

DIVIETO DI INGRESSO PER LEILA KHALED

A Leila Khaled, dagli anni ’60 militante prestigiosa della sinistra laica e marxista palestinese, esponente di primo piano del movimento delle donne, rappresentante del Consiglio Nazionale Palestinese, è stato negato il visto di ingresso nel nostro Paese.

Leila, su invito dell’UDAP e della Confederazione Cobas, sarebbe dovuta arrivare in Italia, intervenire in piazza alla manifestazione romana per la Palestina di sabato 18 novembre, presiedere nelle settimane successive un giro di assemblee in varie città italiane (Taranto, Napoli, Pisa, Bologna, Torino, Brescia)  ed incontrare diverse comunità palestinesi.

L’invito era ufficialmente sostenuto anche da un gruppo di parlamentari che avevano ricevuto ampie assicurazioni per il rilascio del visto da parte dell’ambasciata italiana ad Amman.

Ma improvvisamente, giovedì 16 novembre, a Leila è stato comunicato dall’ambasciata il rifiuto del visto, decisione che è partita direttamente dal ministero degli esteri.

Evidentemente la Farnesina, il cui titolare è il teorico dell’”equivicinanza” fra israeliani e palestinesi, ha dimostrato nella prassi di essere per la lontananza totale nei confronti del popolo della Palestina e della sinistra palestinese in particolare, per cui deve vigere il regime dell’apartheid.

Evidentemente le potenti lobby filoisraeliane, che già hanno tentato di far saltare gli accordi per i biglietti a prezzo scontato dei treni che dovevano portare i manifestanti per la Palestina a Roma, non possono tollerare che le ragioni della dignità, della lotta, della resistenza e della speranza di futuro del popolo palestinese  siano rappresentate direttamente dalla voce di Leila.

Il governo di centrosinistra, che continua a tenersi ben stretto l’accordo di cooperazione militare con Israele firmato dal governo Berlusconi, ha scelto così di tappare la bocca ad una combattente indomita per la libertà del popolo palestinese.

E’ un’azione antidemocratica e ignobile, di cui sono responsabili il governo di centrosinistra e il ministro degli esteri e di cui  dovranno rispondere al Paese in tutte le sedi politiche e istituzionali.

Non finisce qui, continueremo la battaglia per l’ottenimento del visto d’ingresso per Leila Khaled nel nostro Paese.

Intanto abbiamo un ulteriore motivo per partecipare tutti/e in massa alla manifestazione per la Palestina a Roma, sabato 18 novembre, in piazza della Repubblica alle ore 15.

 

VITA, TERRA, LIBERTA’

PER IL POPOLO PALESTINESE

 

CONFEDERAZIONE COBAS

UDAP (UNIONE DEMOCRATICA ARABO-PALESTINESE)

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