Elvis Costello: cancellate le date israeliane, per non dover ‘far finta di non vedere’.

Londra – Agenzie. Dopo essere stato bersagliato dalla campagna per il boicottaggio d'Israele con chiamate, lettere e fax, il cantante Elvis Costello ha deciso che, in tutta coscienza, non poteva continuare il suo tour a Gerusalemme, e si è unito anche lui alla campagna nonostante questo gli costerà qualsiasi futuro invito in Israele.

 

Il musicista rock, celebre negli anni '70, ha citato “i detestabili atti di violenza perpetrati [da Israele] in nome della liberazione” tra le ragioni per la cancellazione delle date.

 

La Palestine solidarity campaign ha immediatamente pubblicato una dichiarazione nella quale ha elogiato la decisione di Elvis, il quale, sostiene l'associazione, è entrato a far parte di un movimento crescente di artisti e musicisti che hanno scelto di appoggiare il boicottaggio d'Israele invocato da centinaia di organizzazioni e leader palestinesi.

 

La campagna di boicottaggio punta a isolare Israele economicamente e politicamente, nel tentativo di spingerla a riesaminare le sue politiche di discriminazione contro i non-ebrei, e le sue violente attività di occupazione ed espulsione dei palestinesi nativi dalle loro terre.

 

Uno dei rappresentati della Palestine solidarity campaign ha definito la decisione di Costello una “chiara presa di posizione a favore della pace e della giustizia”.

 

L'artista londinese di origini irlandesi ha dichiarato testualmente di non poter permettere che il tour approvi implicitamente la “sofferenza d'innocenti”, e di non poter più “far finta di non vedere”. 

Costello si unisce così a centinaia di altri artisti che hanno recentemente cancellato tour e concerti in Israele, tra cui la leggenda hip-hop Gil Scott Heron.

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