Folla di manifestanti pro-Hamas invade le strade della Striscia

 

 

Gaza – Infopal. Decine di migliaia di palestinesi hanno accolto l’appello di Hamas e hanno sfilato ieri pomeriggio per le strade della Striscia di Gaza per dimostrare il proprio sostegno alla resistenza e “celebrare la vittoria sulle forze di occupazione israeliane”.

Il corteo è partito dalla scuola Fakhoura, dell’UNRWA, nel campo profughi di Jabalia, a nord di Gaza, dove qualche giorno fa l’aviazione israeliana sterminò 45 persone che vi avevano trovato rifugio, e altre 150 rimasero ferite. La scuola dell’UNRWA è uno dei luoghi-simbolo della barbarie israeliana spacciata da politici e media, e dal vergognoso testo dell’accordo israelo-statunitense di Sharm el-Sheikh di domenica, come “diritto di difesa”.

La marcia ha attraversato Gaza city, Khan Younis, Rafah, Deir Al-Balah, Nusseirat e al-Breij.

I manifestanti sventolavano bandiere nazionali e delle fazioni, e intonavano canti e slogan inneggianti la resistenza e di condanna per i massacri contro i civili compiuti dalle forze israeliane.

Una grande folla si è riunita di fronte al quartier generale del Consiglio Legislativo palestinese, il CLP, demolito dai bombardamenti israeliani, gridando di appoggiare la resistenza.

I leader di Hamas hanno dichiarato che la massiccia manifestazione popolare indica che la resistenza palestinese ha l’appoggio della popolazione e che il movimento islamico “è ancora accettato a Gaza”.

Parlando alla folla, Ismail Radwan, uno dei capi di Hamas, ha citato i leader israeliani Ehud Olmert e Tzipi Livni, affermando: “Essi pensavano che avrebbero rovesciato Hamas e fermato i lanci di missili palestinesi contro le città israeliane. Ma che avete fatto, sionisti? Avete rovesciato il nostro governo? Avete fermato i razzi? Avete distrutto Hamas? Oggi, il legittimo governo di Hamas -eletto dal suo popolo – ha più sostegno di prima”.

E ha aggiunto: “Oggi, i popoli arabi e islamici sostengono Hamas perché esso sveglia le speranze della nazione. Le brigate al-Qassam e i loro militanti sono diventate il simbolo della speranza del riscatto della nazione”.

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