Giornale kuwaytiano: ‘Shalit è già in Egitto. Scambio di prigionieri imminente’. Ma Hamas smentisce la notizia.

Il quotidiano del Kuwait “al-Jarida” riferisce che il conto alla rovescia per il rilascio dei prigionieri è partito, poiché il soldato israeliano Gilad Shalit si trova già in Egitto, dove vi è stato condotto dal capo delle Brigate al-Qassam Ahmed Jabari.

Il giornale riporta che Shalit è stato condotto in Egitto diversi giorni fa, tenuto in un luogo segreto e sorvegliato da personale di sicurezza egiziano.

Shalit è stato accompagnato in Egitto dal leader di Hamas Mahmoud Zahhar, ma i loro movimenti sono stati tenuti all’oscuro dei media. Essi, infatti, non hanno viaggiato lungo il percorso ordinario del terminal di Rafah.

Il giornale riferisce comunque alcuni particolari: ad esempio, che dopo aver atteso con egiziani per circa un’ora presso il valico di Rafah, Zahhar è stato visto seduto in un mezzo adibito al turismo che trasportava sul tetto una sedia a rotelle.

Gli egiziani sostengono che il trasferimento di Shalit nel loro Paese sta a significare che le trattative su rilascio dei prigionieri sono molto serie e che la presenza del soldato in Egitto potrebbe finalmente convincere gli israeliani ad accettare la trattativa.

Questo trasferimento sarebbe il risultato di un accordo tripartito tra Egitto, Israele e Hamas. Il quotidiano del Kuwait osserva che esso rappresenta un successo diplomatico per Il Cairo, coordinatasi con la mediazione operata dalla Germania.

Fonti israeliane affermano che anche se nei prossimi giorni verrà raggiunto un accordo con Hamas, Israele dovrà attendere un voto del suo Consiglio dei ministri. Poi dovrà radunare i prigionieri che intende rilasciare: inoltre, i loro nomi, almeno 48 ore prima del rilascio, dovranno essere pubblicati, onde permettere agli eventuali ricorsi di pervenire presso la Suprema Corte.

Tuttavia, Israele sta ancora rifiutandosi di rilasciare certi prigionieri indicati da Hamas, poiché vengono considerati dei simboli della lotta di liberazione nazionale palestinese.
L’edizione on line di “Ha’aretz” riferisce infatti che anche Hamas s’è reso conto della difficoltà di veder liberati alcuni uomini-simbolo.

“Ha’aretz” informa che Israele ha atteso una risposta ufficiale da parte di Hamas su una proposta fatta dal mediatore tedesco (che aveva tenuto incontri separati con entrambe le parti), alla quale sarà fatta pervenire una risposta nei prossimi giorni.

Vari media arabi riferiscono che Hamas ha avanzato diverse condizioni per lo scambio di prigionieri, le quali inizialmente avevano ricevuto un consenso da parte israeliana. Israele, infatti, ritiene che Hamas adesso punterà l’attenzione sul rilascio del leader di Fatah Marwan Barghouti e di quello del Fplp Ahmad Saadat. Ma la moglie di Barghouti, mercoledì scorso, ha dichiarato all'agenzia “Ma’an” di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali sul rilascio di suo marito. Sempre mercoledì, “al-Hayat” riferiva che Israele libererebbe Barghouthi solo a condizione che egli venisse poi esiliato.

La famiglia e tutti coloro che sostengono la trattativa per il rilascio di Shalit affermano che se nella prossima settimana non vi saranno significativi sviluppi essi riprenderanno gli incontri con esponenti del governo e con alti gradi dell’Esercito per assicurare un buon esito della trattativa.

Fonti israeliane riportano infine che a centinaia di detenuti palestinesi è già stato comunicato di prepararsi al rilascio.

La smentita. Il leader del Movimento di Resistenza Islamica, Hamas, in Libano, Osama Hamdan, ha tuttavia smentito categoricamente questa notizia.

In un'intervista telefonica con la tv satellitare “Al Jazeera”, oggi, Hamdan sottolinea che tali informazioni sono “completamente infondate e destinate a influenzare Hamas sui negoziati in corso”. Inoltre, avrebbero l'obiettivo di colpire il morale delle famiglie dei detenuti.

Il rappresentante di Hamas ha affermato inoltre che i colloqui sono ancora in corso ma è ancora presto per parlare dei dettagli.

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