Giornalisti egiziani contrari all'adesione alla Federazione internazionale di categoria: 'ci opponiamo alla normalizzazione con Israele'

Il Cairo – InfoPal. Infuriano divergenze d'opinione tra i giornalisti egiziani in merito all'ultima decisione del proprio rappresentante di aderire alla Federazione internazionale dei giornalisti.

L'opposizione si rifiuta di farne parte per la presenza di Israele e teme che, con l'ingresso della categoria egiziana, s'inneschi una “normalizzazione” tra le categorie dei due paesi.

Makram Mohammed Ahmed, rappresentante dei giornalisti, giudica l'attuale opposizione “una delusione” e un'altra mancata opportunità per l'Egitto.

“Non aderirvi equivarrebbe a sottostare ad una forma di oppressione israeliana e, qualora il principio sollevato da coloro che si rifiutano avesse una base di ragionevolezza, mi chiedo perché l'Egitto fa parte delle Nazioni Unite, organismo internazionale di cui anche Israele è membro? D'altra parte sono 13 i paesi arabi che già fanno parte della Federazione internazionale dei giornalisti”.

L'assemblea dei giornalisti egiziani aveva prodotto una serie di risoluzioni proprio in merito al rischi di “normalizzazione” di categoria con Israele: nel 1980 aveva stabilito che i rapporti tra i giornalisti egiziani e quelli israeliani si sarebbero avviati solo dopo la restituzione di tutti i territori arabi occupati dall'entità sionista e nel 1985 si scoraggiava qualunque relazione con giornalisti israeliani.

Due anni dopo, si ammonivano provvedimenti disciplinari contro i giornalisti egiziani che avessero violato quelle risoluzioni.

Oggi Makram continua ad incoraggiare l'ingresso della categoria egiziana affianco a quelle africana e asiatica, in qualità di paese arabo, tra le altre cose, con un alto potere deliberativo, avendo a disposizione ben 10 voti nelle elezioni della Federazione.

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