Haniyah: ‘Il massacro di Beit Hanoun è la prima conseguenza dell’ingresso dell’estremista Lieberman nel governo israeliano’.

Dal nostro corrispondente.

Il primo ministro palestinese Ismail Haniyah ha dichiarato che il massacro commesso dalle forze di occupazione israeliana a Beit Hanoun, nel nord di Gaza, è la prima conseguenza dell’ingresso nel governo israeliano dell’estremista Lieberman.

Oggi, durante una conferenza stampa nella sede del Consiglio dei Ministri, Haniyah ha dichiarato che l’inserimento di Lieberman nell’esecutivo influenza la consistenza dell’aggressione israeliana contro il popolo palestinese.

E ha sottolineato che l’operazione militare effettuata dalle forze di occupazione israeliane nel villaggio di Beit Hanoun si inserisce all’interno di pressioni praticate contro il governo e il popolo palestinesi.

 

Haniyah ha invitato il popolo palestinese e i partiti a rafforzare l’unità nazionale e a serrare le fila per affrontare il pericolo che sta colpendo la terra e la popolazione palestinese.

Il premier ha chiesto alla comunità internazionale, alla Lega araba e alle organizzazioni di difesa dei diritti umani di intervenire immediatamente per fermare l’aggressione e porre un limite all’escalation militare prevista dall’esercito israeliano contro la Striscia di Gaza.

 

Sul fronte dello scambio di prigionieri e della liberazione del soldato israeliano Shalit, il premier ha fatto sapere che è in corso un progresso nelle trattative che si stanno svolgendo nella capitale egiziana.

 

Un disastro umanitario

Da parte sua, il dott. Basem Naim, ministro della Sanità palestinese, ha confermato che l’estensione delle aggressioni contro la Striscia di Gaza e la Cisgiordania preludono a un disastro umanitario.

Naim ha condannato il massacro israeliano a Beit Hanun, che ha lasciato a terra sei morti e più di cinquanta feriti – sette dei quali sono attualmente in pericolo di vita.

Durante una conferenza stampa svoltasi nel suo ufficio, a Gaza, Naim ha affermato: “Guardiamo con molta preoccupazione agli attacchi giornalieri che stanno prendendo di mira ogni cittadino. Essi si collocano all’interno di un piano programmato per causare sempre più vittime civili e tra i bambini”.

E ha aggiunto: “Le forze di occupazione hanno superato tutti i limiti e tutte le leggi spingendosi fino al punto di impedire alle équipe mediche di raggiungere i feriti sparando loro contro”.

 

Naim ha condannato le aggressioni contro l’ospedale di Beit Hanoun, che le forze di occupazione hanno circondato e dove hanno imposto alla direzione sanitaria di fornire una lista con i nomi dei ricoverati. E ha lanciato l’allarme sottolineando che, in caso di attacco contro l’ospedale, la situazione a Beit Hanoun sarebbe disastrosa, perché quello è l’unica struttura che effettua servizi ai cittadini dopo che il paese è stato isolato.

 

Naim ha lanciato un appello alla Croce Rossa e alle organizzazioni internazionali affinché intervengano per permettere l’arrivo del sangue necessario a salvare i feriti, delle medicine e di altro materiale sanitario.

Naim ha inoltre spiegato che il governo israeliano non è interessato al conseguimento di alcun accordo palestinese interno, perché "quando Israele ha visto che il popolo e la dirigenza palestinese hanno cominciato ad unirsi intorno alla formazione di un governo di unità nazionale basato sul Documento della concordia nazionale, ha potenziato le aggressioni".

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