Il FPLP: vanno intensificati gli sforzi per ricostruire l'Olp in base a quote rappresentative.

Jamil Mizher, membro del Consiglio centrale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha dichiarato che proseguiranno gli sforzi e le pressioni per ricostruire gli organi dell’OLP in base a quote rappresentative: “L’OLP rappresenta ancora il popolo palestinese. Il suo compito non è finito e non finirà finché l’occupazione continuerà ad opprimerlo".

In una dichiarazione diffusa dall’ufficio stampa del FPLP, Mizher ha esortato tutte le forze politiche e sociali presenti sulla piazza palestinese a esercitare pressioni sul presidente Mahmoud Abbas per riformare democraticamente l’OLP, garantendo la partecipazione di tutti i rappresentanti dei palestinesi.

Il Fronte ha rinnovato il rifiuto a schierarsi da una parte palestinese contro un’altra, all’interno dell’OLP o al suo esterno, e ha rinnovato l’invito a ritornare al tavolo delle trattative per riacquistare l’unità della patria in Cisgiornisìa e nella Striscia di Gaza.

E ha aggiunto che "il Fronte tenta con tutti i mezzi di saldare la spaccatura e di riunire tutti al tavolo del dialogo per affrontare le sfide che incontrano il nostro popolo e la sua questione". Ha sottolineato i pericoli politici che circondano la questione palestinese e che "richiedono fermezza da parte di tutti, perché ci sono realtà regionali e internazionali che tentano di sfruttare la debolezza e la divisione palestinese per far passare soluzioni che sminuiscono diritti e principi palestinesi. È quanto stanno preparando per la conferenza del prossimo autunno".

Mizher afferma che la rinuncia di Hamas al controllo militare di Gaza e la restituzione delle sedi della sicurezza al presidente Abbas sia un passo necessario per preparare il clima positivo per il ritorno al dialogo globale, per riacquistare l’unità della patria, e ricostruire l’OLP. Questo a condizione di formare un governo transitorio per la preparazione di nuove elezioni legislative e presidenziali in base alla quota di rappresentanza.

Nello stesso tempo, Mizher ha sottolineato che ciò non significa il ritorno dell’illegalità e della corruzione che divorava le Forze di Sicurezza, anzi "prima bisogna consegnare le sedi, poi ci sediamo e concordiamo la riforma della sicurezza su base nazionale e professionale. Si sceglieranno le persone oneste, competenti e con le mani pulite".

Per quanto riguarda la prossima riunione internazionale, Mizher ha confermato che "il Fronte non crede che questi incontri e riunioni servano a una pace giusta che corrisponda ai diritti nazionali palestinesi. Sono inutili".

E ha chiesto al presidente Abbas di fermare questi incontri, "perché gli israeliani fanno solo promesse false, e non rispettano i diritti palestinesi:, né a livello di questioni di fondo né per quanto riguarda la vita quotidiana dei cittadini".

Mizher ha rigettato il piano diffuso dalla stampa israeliana riguardante uno Stato con frontiere temporanee e il ritorno dei profughi all’interno di quel territorio compreso tra Cisgiordania e Gaza: "Queste proposte sono inaccettabili per qualsiasi palestinese".

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