Il ministero degli Interni a Gaza accusa Dahlan di tramare contro i resistenti

Gaza – Infopal. Il Ministero degli Interni e della Sicurezza nazionale a Gaza accusa Muhammad Dahlan, membro del Comitato centrale di Fatah, di voler raccogliere a Gaza – con l'aiuto di qualcuno a lui vicino – informazioni dettagliate sugli esecutori dell'operazione militare della fine della settimana scorsa a Khan Younis, la quale ha condotto all'uccisione di un ufficiale e di un militare israeliani.

Il Ministero, in un suo comunicato, afferma che un ufficiale degli ex apparati della sicurezza (M. A.), vicino a Dahlan, il quale lavorava nel servizio di sicurezza preventiva e che ora vive a Khan Younis, si è presentato presso la sede del Ministero a Gaza chiedendo un incontro coi responsabili.

Egli ha ammesso: “Dahlan mi ha chiamato venerdì sera (26/3) tardi, dopo l'operazione di Khan Younis, eseguita vicino al confine di 'Abasan, chiedendomi con urgenza di fornirgli tutte le informazioni dettagliate sui suoi esecutori: a quale parte della resistenza appartengono, dove abitano, i numeri di targa delle loro auto e quelli di telefono, dove si recano di solito”.

 

“Inoltre Dahlan mi ha dato i nomi di personalità di Hamas e delle Brigate al-Quds a Khan Younis, affinché li cercassi e capissi dove abitano, per disegnare attraverso il programma Google Earth una mappa indicante le loro abitazioni e poi mettermi in contatto con lui al più presto possibile”.

Il Ministero degli Interni riferisce che il summenzionato ufficiale, di cui si ricordano solo le iniziali, si è subito reso conto della gravità della richiesta e delle sue conseguenze, “così ha preferito non fornire queste informazioni per paura che accadesse una tragedia di cui poi egli avrebbe pagato il prezzo, portandone la responsabilità”.

Pertanto il Ministero avverte di non collaborare con questi soggetti ambigui e di non fornire loro informazioni sui combattenti e i capi della Resistenza, ed attribuisce a Dahlan e a tutti i suoi collaboratori la totale responsabilità per tutto quel che può derivare dalla collaborazione con gli occupanti in attività volte a indebolire la Resistenza pedinando i suoi capi.
 
“Verrà il giorno in cui Dahlan, la sua banda di traditori e gli agenti degli occupanti israeliani saranno condotti davanti ad un giusto tribunale, poiché il popolo palestinese non dimentica il loro  continuo tradimento”, conclude il comunicato del Ministero degli Interni.

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