Il ministro della Sicurezza israeliana: "Aumentiamo le 'risposte' contro i palestinesi".

Il ministro degli Interni israeliano, ex capo dello Shabak, Afi Dekter, ha proposto di incrementare la “dose di risposta” israeliana ai palestinesi, e di ri-occupare parte della Striscia di Gaza.

 

Le forze di occupazione si sono ritirate da Gaza a metà settembre dello scorso anno, in accordo con il piano dell’ex primo ministro Ariel Sharon sulla separazione unilaterale.

 

Dekter ha chiesto al primo ministro israeliano Ehud Olmert e al governo di impegnarsi per fermare il lancio dei missili Al-Qassam contro città e villaggi israeliani dal nord della Cisgiordania.

Durante la seduta settimanale del governo, domenica 4 giugno, ha affermato: “L’esercito deve ripetere la ‘dose di anestesia’ che ha zittito gli Hizbullah libanesi una settimana fa". 

E ha sottolineato la necessità di prendere una posizione chiara verso ‘il documento dei prigionieri per la pacificazione nazionale palestinese, perché, ha affermato, "non si parla di prigionieri ma di assassini. Loro rivendicano il diritto al ritorno e chiedono di continuare il ‘terrorismo’ all’interno delle frontiere del ’67. Non si trova alcun riconoscimento dello stato di Israele. Ciò significa che vogliono uno stato palestinese all’interno delle frontiere del ’67 con Gerusalemme capitale”.

Gli ha risposto il ministro della difesa Perets: “Non dobbiamo intrometterci in una questione che riguarda l’autorità palestinese. Stanno discutendo di questioni interne e noi non abbiamo bisogno di prendere posizioni”. E ha aggiunto: "Sembra che ci sia un accordo dietro Abu Mazen e del governo Hamas, che non paga gli stipendi e che si è trasformata in un peso per il popolo palestinese. Occupare parte di Gaza non è nei nostri piani. Gli organi di sicurezza lavorano con successo a nuove modalità”.

 

Il primo ministro israeliano, Ehud Olmert, ha dichiarato che le ultime operazioni militari nella Striscia di Gaza hanno dato buoni risultati e che per questo "il ministro Perets merita tutto il rispetto”.

 

Per quanto concerne il documento dei prigionieri palestinesi, Olmert ha aggiunto: “E’ un documento che non ha nulla di nuovo per quanto ci riguarda. Il suo contenuto non è accettato e non darà vita a niente”.

Ha proseguito dicendo che non tutto deve essere sottoposto a verifica israeliana, "non c’è bisogno che i ministri controllino ogni passo. Ci sono gli addetti stampa che analizzano le notizie. Dobbiamo lasciare che i palestinesi trattino le loro questioni. Noi discuteremo con loro solo in base alla Road Map”.

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