Il Rapporto Goldstone all’Assemblea Generale dell’ONU: gli Stati devono sostenere una Legge internazionale che fissi responsabilità per le vittime di crimini di guerra a Gaza.

 

Riceviamo dal Pchr – Palestinian Centre for human rights – di Gaza e pubblichiamo.

Il Rapporto Goldstone all’Assemblea Generale dell’Onu: gli Stati devono sostenere una Legge internazionale che fissi le responsabilità per le vittime di crimini di guerra a Gaza

Adalah – Legal Center for Arab Minority Rights in Israel * Addameer  * Al Dameer Association for Human Rights * Al-Haq – Law in the Service of Man * Al Mezan Centre for Human Rights * Badil Resource Center for Palestinian Residency and Refugee Rights * Defence for Children International-Palestine Section * Ensan Center for Human Rights and Democracy * Jerusalem Legal Aid Center * Palestinian Centre for Human Rights * Ramallah Center for Human Rights Studies * Women’s Center for Legal Aid and Counselling

3 novembre 2009

Per il 4 novembre 2009, a New York, è previsto che il Rapporto della Missione dell’Onu inviata a Gaza per fare chiarezza su quanto accaduto durante conflitto (il ”Rapporto Goldstone”) venga proposto alla sessione plenaria dell’Assemblea Generale.

In base all’approvazione del Rapporto presso il Consiglio dei diritti umani, il 21 ottobre 2009 a Ginevra, tocca ora all’Assemblea Generale dell’Onu garantire che il Rapporto venga approvato e che le raccomandazioni in esso contenute siano messe in opera.

L’Assemblea Generale deve promuovere e sostenere il primato del diritto internazionale, nella necessità che venga assicurata giustizia per le responsabilità in crimini di guerra e possibili crimini contro l’umanità che hanno caratterizzato l’aggressione israeliana a Gaza avvenuta tra dicembre 2008 e gennaio 2009.

Le organizzazioni alestinesi che si occupano di diritti umani approvano pienamente il Rapporto e invitano l’Assemblea Generale a far proprie tutte le sue disposizioni.

Noi, pertanto, invitiamo l’Assemblea Generale a:

 a)     Approvare in toto il Rapporto stilato dalla Missione dell’Onu recatasi sul terreno per verificare i fatti relativi alla guerra a Gaza;

  b)    Spingere il Consiglio di Sicurezza ad approvare il Rapporto e ad intraprendere alla svelta tutti i passi contenutivi; riferire poi all’Assemblea Generale sui progressi a tale riguardo;

  c)   Chiedere che inchieste ed azioni giudiziarie interne e credibili siano condotte dalle parti in conflitto, in linea con gli standard internazionali di imparzialità, indipendenza, puntualità ed efficacia;

  d)  Restano pienamente consapevoli della questione

finché non verranno intraprese adeguate azioni, a livello interno o internazionale, per assicurare giustizia alle vittime ed inchiodare alla loro responsabilità gli autori dei crimini;

e)   stabilire un fondo allo scopo di ricompensare le vittime delle violazioni del diritto internazionale commesse durante l’operazione ‘Piombo Fuso’.

f)     Richiedere alla Svizzera di convocare a Ginevra una conferenza delle Alte Parti contraenti (High Contracting Parties) per assicurare il rispetto del Rapporto;

g)     Promuovere con urgenza una discussione sull’uso di munizioni al fosforo bianco (menzionate nel Rapporto) ed una moratoria sul loro uso da parte di Israele. 

Non è meno importante che nelle prossime settimane e mesi – dato che vari membri permanenti del Consiglio di Sicurezza si opporranno alla discussione del Rapporto in quella sede – la questione venga seguita in ogni sede internazionale appropriata e nelle varie branche delle Nazioni Unite.

Se il Consiglio di Sicurezza dovesse fallire nell’assicurare alla giustizia i responsabili come richiesto nel Rapporto e dalle vittime stesse, l’Assemblea Generale dovrebbe prepararsi ad ulteriori azioni. Sia l’Assemblea Generale che il Consiglio di Sicurezza dovrebbero concentrarsi solo e sempre sull’assicurare alla giustizia i responsabili dei crimini di guerra documentati nel Rapporto Goldstone.

L’Anp e l’Olp, quali rappresentanti del popolo palestinese, devono sforzarsi di ottenere una piena attuazione del Rapporto. L’appoggio e l’attivismo da parte dei palestinesi in sede di Assemblea Generale è fondamentale per garantire inoltre che dalle recenti esperienze – che ci insegnano che in nome dell’opportunismo politico vengono accantonati gli obblighi internazionali di legge – venga tratta una lezione.

La Comunità Internazionale, con la società civile e l’opinione pubblica in generale, devono restare ferme ed unite nel pretendere che gli attori statali e non rispettino i diritti umani e il diritto umanitario, che non c’è pace senza giustizia e che l’individuazione delle responsabilità per le violazioni del diritto internazionale è fondamentale.

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