Il ritorno di Hils a Gaza

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Ieri, 25 novembre, il dirigente di
al-Fatah Ahmad Hils “Abu Maher” è rientrato a Gaza dal passaggio di Beit
Hanoun, a nord della città, quasi quattro mesi dopo i tragici incidenti che accompagnarono
la sua partenza.

Infatti, quando Hils lasciò Gaza
con alcuni suoi parenti lo scorso 2 agosto per recarsi in Cisgiordania, i soldati
israeliani spararono sul loro gruppo mentre attraversavano il passaggio di
Nahel Oz, a est della città. Morirono 11 civili, di cui 2 della polizia e 8
della famiglia Hils, ed altri 103 rimasero feriti. Hils stesso fu ferito e poi imprigionato.
Rilasciato, si trasferì nella città di Gerico, in Cisgiordania. 

Hils, appena giunto a Gaza, ha manifestato
la sua felicità nel ritornare dalla sua famiglia, e ha detto: “Spero che le
ferite tra i palestinesi guariscano, perché sono figli di un solo popolo”. 

Da parte sua, il portavoce del Ministero
degli Interni, l’ing. Ihab al-Ghasin, ha chiarito in una sua dichiarazione che
Hils prese spontaneamente la decisione di lasciare la città insieme a coloro
che fuggivano per via della campagna di sicurezza condotta nel quartiere di ash-Shujaiyah
contro i “fuori-legge”, anche se Abu Maher non era tra i ricercati. L’ing.
Al-Ghasin ha poi affermato che il ritorno di questi a Gaza è “molto gradito”. 

Va ricordato che Hils aveva
espresso la sua volontà di ritornare nella Striscia di Gaza appena era stato
liberato dalle prigioni dell’occupazione israeliana. Durante i due mesi di
detenzione, era stato interrogato per il suo legame con i gruppi delle brigate
al-Aqsa (ala militare di al-Fatah) nella Striscia. La sua liberazione avvenne
in virtù di una richiesta da parte del presidente Mahmud Abbas.

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