Insediamenti israeliani: in arrivo più di 400 nuove strutture.

Cisgiordania – Imemc. Il canale TV israeliano Channel 10 ha rivelato il (già scaduto) lancio delle offerte per la costruzione di altri 426 edifici destinati alle colonie ebraiche di Gerusalemme est, in particolare ad Abu Ghneim e a est della Linea verde, ovvero all'interno della Cisgiordania e della Gerusalemme araba.

Channel 10 ha anche specificato che il vice presidente USA Joe Biden non era stato informato del progetto da parte del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante il loro incontro.

Il piano è stato approvato prima che Biden lasciasse Israele: 309 delle unità verranno stabilite a Neve Yacov, Gerusalemme est, e le altre 117 a Jabal Abu Ghneim (in ebraico Har Homa). L'ultimo giorno disponibile per l'accettazione delle offerte era mercoledì scorso.

Il progetto include la costruzione di case e centri commerciali a Neve Yacov, ed ha già ricevuto l'approvazione del Ministero dell'edilizia israeliano.

Sia il Ministero che la cosiddetta Autorità terriera israeliana hanno già approvato anche le costruzioni a Har Homa.

Il piano, riferisce il movimento israeliano Peace now, punta ad ostruire qualsiasi separazione tra le parti est e ovest di Gerusalemme, e tra le terre palestinesi a est della Linea verde.

Secondo Channel 10, l'obiettivo del progetto sarebbe la creazione di una nuova realtà, che impedisca ogni insediamento politico nella Gerusalemme occupata.

Nonostante la notizia, gli Stati Uniti hanno negato le voci riguardanti una crisi diplomatica con Israele scatenata dal rifiuto di quest'ultima a fare dietro-front sui suoi progetti edilizi, che prevedono migliaia di nuove unità ad uso dei coloni ebrei a Gerusalemme est e in Cisgiordania.

Tuttavia, precisa il Segretario di stato Hilary Clinton, gli USA vogliono garantire il pieno impegno palestinese e israeliano nel processo di pace.

La Clinton ha comunque aggiunto che l'attuale crisi con Israele non influirà sui forti legami israelo-americani, e che l'inviato USA George Mitchell sarà in grado di superare gli ostacoli.

Dall'altra parte, l'ufficio di Netanyahu sottolinea il desiderio del governo di raggiungere la pace con i palestinesi, accusando però i loro leader di porre delle precondizioni alla ripresa delle trattative.

Israele, prosegue l'ufficio, ha già compiuto diversi “atti di buona volontà”, quali la rimozione dei blocchi stradali e il “congelamento temporaneo delle attività coloniali”.

Anche la Casa Bianca ha assicurato che la crisi con Israele non avrà effetto sui “forti e indiscussi legami tra Israele e Washington.”


 

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