Intervista esclusiva al vice-presidente del parlamento palestinese, Hasan Khreisha: aspettiamo con ansia il discorso dell'on. Bertinotti,mercoledì.

Rotterdam, domenica 6 maggio.

Abbiamo incontrato il dott. Hasan Khreisha, vice-presidente del Consiglio Legislativo palestinese, durante la V Conferenza della Diaspora palestinese in Europa.

Il dott. Khreisha ci ha rivelato che il presidente del parlamento italiano on. Fausto Bertinotti pronuncerà un discorso al parlamento palestinese mercoledì 9 maggio.

Dal nostro inviato.

Nell’Europa di oggi è difficile immaginare un parlamento e un governo che lavorano in stato di occupazione. Voi avete più di 40, tra presidente del parlamento, deputati, ex ministri e amministratori prigionieri nelle carceri israeliane. Come fa a funzionare "la macchina politica"? 

Quella del parlamento palestinese è un’esperienza unica nel suo genere, in quanto vive sotto occupazione israeliana. Israele ha tentato di sequestrare il Consiglio Legislativo (parlamento) imprigionando 41 deputati – un terzo dei suoi membri -, che sono ancora rinchiusi nelle sue carceri. In questo modo ha cercato di impedire il funzionamento degli organismi politici e rappresentativi palestinesi. Tuttavia, nonostante tutto, i parlamentari hanno sfidato Israele riuscendo a riunirsi lo stesso e in maniera continuativa.

E’ stato formato un nuovo governo palestinese per poter superare la crisi e il boicottaggio internazionale, ma l’assedio prosegue. Quanto resisterà ancora il popolo palestinese e quali saranno gli scenari futuri?

Il nostro problema non è l’assedio, ma la mancanza di unità del popolo palestinese. Con il governo di unità nazionale l’obiettivo era mettere fine alle lotte interne, perciò è stato formato da tutte le forze politiche presenti sulla piazza palestinese (ad esclusione del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, che non ha voluto partecipare, ndr). Credo che solo con l’unità del nostro popolo possiamo rompere l’assedio. Se siamo divisi, non potremo far nulla: l’unità del nostro popolo è la garanzia per porre fine al boicottaggio. Le nostre priorità sono infatti proteggere la coesione nazionale, fermare il caos e l’illegalità e sciogliere l’embargo.

Tuttavia, i conflitti interni palestinesi persistono. E’ questo che causa l’illegalità nelle strade?

L’illegalità è responsabilità di tutti, perché tutti la praticano; allora mettervi fine è una responsabilità collettiva, ci deve essere un rapporto stabile tra il presidente Mahmoud Abbas, il primo ministro Ismail Haniyah e il ministro degli interni, e anche una seria volontà politica per far finire i disordini. Purtroppo, credo che fino a questo momento non ci sia alcuna decisione al riguardo.

Sono state inviate tante lettere ai presidenti della Camera e del Senato italiani perché intervengano a favore della liberazione dei deputati palestinesi sequestrati da Israele. E’ stata chiesta in particolare la scarcerazione del presidente del Consiglio legislativo, dott. Aziz Ad-Dwaik. Il parlamento italiano si è mosso davvero, a quanto le risulta?

Il parlamento europeo e quelli dei singoli stati sono intervenuti realmente per chiedere la liberazione del dott. Aziz Ad-Dwaik e dei suoi colleghi sequestrati dall’occupazione. Ci sono tentativi da parte di gruppi di pressione all’interno dei parlamenti europei e del parlamento dell’Unione Europea. Siamo molto dispiaciuti, però, che nessun parlamento arabo abbia condannato questi sequestri e abbia chiesto agli israeliani di liberare i politici palestinesi

Il presidente della Camera italiana, on. Bertinotti, ha promesso di intervenire per chiedere la liberazione del dott. Aziz Ad-Dwaik e dei suoi colleghi sequestrati durante la sua visita mediorientale?  

Il 9 maggio, alle 16, l’on. Bertinotti pronuncerà un discorso davanti al Consiglio Legislativo palestinese. Questo è un passo che noi apprezziamo molto, perché sarà il primo presidente di un parlamento europeo a visitare il CLP e a parlare con il popolo palestinese e con i suoi rappresentanti. Questa è una iniziziativa per rompere l’assedio e l’isolamento politico internazionale. Speriamo che altri seguano l’esempio del vostro presidente.

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