Israele: attaccheremo anche la nave libanese.


Agenzie.
Tel Aviv ha inviato una lettera ufficiale alle Nazioni Unite, nella quale afferma di avere l'intenzione e “il diritto” d'intercettare la Mariam, la nave libanese che trasporterà aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.

La Tv israeliana Channel 2 ha riferito che l'inviato israeliano presso l'Onu, Gabriella Shalev, ha consegnato personalmente la lettera al segretario generale Ban Ki-moon, informandolo che il proprio paese farà uso dei mezzi necessari per intercettare qualsiasi nave salpi verso Gaza.

Secondo Shalev, gli organizzatori del viaggio hanno legami con il partito libanese di Hezbollah, e quindi Israele non può sapere per certo che la nave “non stia trasportando clandestinamente armi e terroristi”.

Dall'altra parte, Hezbollah ha già dichiarato ufficialmente di non avere connessioni di alcun tipo con la Mariam, e di non averle create apposta per non concedere a Israele nessun motivo per attaccarla.

Ciononostante, l'esercito ha ricevuto ordini di fermare con ogni mezzo le navi umanitarie libanesi, e di fare uso della forza se necessario.

A bordo della Mariam vi saranno soltanto donne, musulmane e cristiane, oltre ai rifornimenti medici e umanitari. Gli organizzatori, anch'essi di entrambe le fedi, si sono riuniti in preghiera ieri pomeriggio nella cittadina di Maghdusha, vicino a Sidone, in una grotta che si crede sia il luogo dove Maria aspettò suo figlio Gesù mentre vagava con i suoi discepoli.

La portavoce Rima Farah ha affermato che i partecipanti sono decisi a partire per Gaza, indipendentemente dalle minacce israeliane, e che le uniche loro armi sono la fede religiosa e l'umanità.

Ha quindi avvertito Israele di non ripetere “lo stesso peccato che i suoi soldati hanno commesso contro la Mavi Marmara”, e ha aggiunto che a bordo della Mariam vi saranno donne dalla Siria, dall'Egitto, dal Kuwait, dagli Stati Uniti e da diversi paesi d'Europa.

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(Foto: la nave Svendonia 8000 della Freedom Flotilla)

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