Israele e i detenuti palestinesi: ecco i nuovi metodi di repressione

Ramallah – InfoPal. L’Alto comitato nazionale per i prigionieri ha dichiarato domenica 1 agosto che l’Amministrazione penitenziaria israeliana si è inventata nuovi metodi piuttosto ‘creativi’ per torturare e tenere a freno i ‘bollenti spiriti’ dei detenuti palestinesi.

Il Coordinatore generale del Comitato, Baha’ al-Madhun, ha affermato infatti, che recentemente si è evidenziata una significativa crescita delle confische di elettrodomestici, in particolare ventilatori di proprietà dei reclusi, in barba al caldo intenso delle prigioni israeliane durante l’estate.

Secondo Baha’ al-Madhun, l’amministrazione mette in atto queste pratiche deliberatamente dietro falsi pretesti, soprattutto nei centri di detenzione di Nafha, nel Negev, e di Beersheba (Bi’r is-Saba’), che ospitano più della metà dei detenuti palestinesi. Ciò che rende la situazione ancor più drammatica è la posizione geografica delle prigioni, situate in luoghi deserti noti per il clima torrido, specialmente nelle celle sotterranee.

In particolare, alcuni resoconti parlano di detenuti con difficoltà respiratorie causate dalla carenza di aria nelle celle.

È probabile poi che le condizioni si aggravino durante il Ramadan, quando i reclusi si asterranno dall’acqua, necessaria per sopportare meglio il caldo.

Finora l’amministrazione ha confiscato 6 ventilatori nel carcere di Jilbo’, così come parecchi altri nella prigione di Nafha, rifiutandosi di sostituire quelli vecchi o guasti. Per di più è stata negata l’autorizzazione ad ottenere nuovi ventilatori nella sezione femminile del centro di Damun, in cui ce n’è uno solo per locale, e ne ha proibito l’acquisto presso lo spaccio. Altrettanto è stato fatto a Beersheba, nonostante la carenza di tali apparecchi in molti reparti.

L’amministrazione penitenziaria inoltre spesso ne minaccia il sequestro dalle celle e dagli spazi comuni in caso vengano attuate forme di protesta nei confronti di queste pratiche arbitrarie, e questa si è rivelata un’arma sicura per l’amministrazione contro chiunque volesse rivendicare i propri diritti.

L’Alto Comitato ha dunque fatto appello alle istituzioni che si occupano di diritti umani e alla Croce Rossa perché facciano pressione su Israele, si ponga fine a queste pratiche e venga ammesso un numero sufficiente di ventilatori nelle carceri per risparmiare i detenuti dal caldo torrido dell’estate.

Elisa Gennaro

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