Israele lascia i palestinesi senz’acqua, afferma Amnesty International.

 

Le Monde, Francia
http://www.lemonde.fr/proche-orient/article/2009/10/27/amnesty-accuse-israel-de-priver-les-palestiniens-d-eau_1259106_3218.html

Israele lascia i palestinesi senz'acqua, afferma Amnesty International.

Un rapporto di Amnesty International accusa Israele di non far accedere i palestinesi alla totalità delle risorse idriche comuni. Secondo Amnesty, gli israeliani consumano in media quattro volte più acqua dei palestinesi. Lo si vede in Cisgiordania, dove le piscine e i campi perfettamente irrigati dei coloni fanno da contraltare agli almeno 180mila palestinesi senza acqua corrente. Il ministro degli esteri israeliano smentisce e afferma che le risorse idriche sono equamente divise.

http://www.lemonde.fr/proche-orient/article/2009/10/27/amnesty-accuse-israel-de-priver-les-palestiniens-d-eau_1259106_3218.html

 

Israele limita severamente l’accesso all’acqua nei territori palestinesi “mantenendo un controllo totale delle risorse comuni”, secondo quanto afferma un Rapporto di Amnesty International pubblicato il 27 ottobre. L’Organizzazione internazionale fa appello a Israele affinché “metta fine alle sue politiche discriminatorie e tolga immediatamente tutte le restrizioni imposte ai palestinesi”.

 

“Israele lascia che i palestinesi accedano solo ad una parte delle risorse d’acqua comuni situate soprattutto nella Cisgiordania occupata, mentre le colonie illegali ne ricevono quantità praticamente illimitate”, scrive Amnesty.

Secondo il Rapporto, gli israeliani consumano una quantità d’acqua quadrupla rispetto a quella che consumano i palestinesi. Questa “ineguaglianza” è ancora più evidente in certe regioni della Cisgiordania, dove i coloni utilizzano, a testa, quantità d’acqua venti volte superiori a quelle dei palestinesi delle località vicine, che sopravvivono con 20 litri d’acqua al giorno.

 

Il Rapporto prosegue: “Piscine, prati ben rasati e vasti appezzamenti agricoli ben irrigati nelle colonie, contrastano con i vicini centri palestinesi, i cui abitanti devono combattere quotidianamente per assicurarsi l’acqua necessaria”. I palestinesi non sono autorizzati a scavare nuovi pozzi o a risistemare i vecchi senza le autorizzazioni israeliane.


Amnesty valuta tra i 180.000 e i 200.000 i palestinesi che non hanno accesso all’acqua corrente in Cisgiordania, ma secondo il ministero degli Esteri israeliano Israele condivide in maniera equa l’acqua con i palestinesi.

 

Nella Striscia di Gaza, l’offensiva israeliana dell’inverno scorso ha danneggiato le riserve d’acqua, i pozzi, le fogne e le stazioni di pompaggio: danni materiali che si aggiungono a quelli determinati dall’embargo di Israele e dell’Egitto. Il sistema di trattamento delle acque utilizzate è stato particolarmente toccato, perché Israele impedisce l’importazione di tubi e di altri materiali metallici con il pretesto che essi servirebbero a fabbricare dei razzi artigianali.

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