Israele sta cercando di revocare gli Accordi di Oslo in risposta alla richiesta palestinese all’Onu

Israele sta cercando di revocare gli Accordi di Oslo in risposta alla richiesta palestinese all'Onu

Lunedì, 25 luglio 2011
Le speranze di Israele di revocare gli accordi di Oslo, applicare il sistema “Bacchetta Magica” nel 2013

Fonte: Haaretz. Di Barak Ravid

L’ufficio del primo ministro ha confermato che il Consiglio di sicurezza nazionale sta discutendo alternative prima di settembre e vorrebbe presentarle ai vertici perché prendano una decisione.

Una squadra guidata dal Consigliere per la Sicurezza nazionale Ya’Akov Amidror sta cercando di annullare gli accordi di Oslo in risposta al piano unilaterale dell’Autorità palestinese per ottenere il riconoscimento delle Nazioni Unite come stato indipendente.

L’ufficio del primo ministro ha confermato ieri solamente che il NSC sta discutendo molte alternative prima di settembre da presentare ai vertici perché prendano una decisione. 
I dirigenti “israeliani” hanno dato conferma che le recenti discussioni tenute da Amidror hanno menzionato l’opzione di annullare gli Accordi di Oslo. Tuttavia, questa non viene considerata un’alternativa primaria, dicono. “Questa è una soltanto delle opzioni che sarà presentata a livello politico”, ha detto una fonte.

Nel frattempo, l’Autorità palestinese sta continuando la sua preparazione in vista della riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si terrà a settembre. Gli ambasciatori palestinesi che si sono incontrati a Istanbul negli ultimi due giorni sono stati informati che l’incontro sulla bozza finale della risoluzione delle Nazioni Unite si terrà a Doha, Qatar, con i rappresentanti dell'Anp, del Qatar, dell'Egitto e dell'Arabia Saudita il 4 agosto.

La risoluzione farà appello alle Nazioni Unite per riconoscere lo stato di Palestina entro i confini 1967 come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite.
I diplomatici palestinesi sono stati incaricati di lanciare una campagna di pubbliche relazioni internazionali tra le comunità ebraiche, nel tentativo di spiegare il significato della mossa.
Nel frattempo, Israele sta lavorando a raccogliere supporto dagli stati per opporsi all'azione delle Nazioni Unite. E sta anche facendo i preparativi per il “giorno dopo”.

Un alto ufficiale israeliano ha riferito che tre settimane fa, il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva detto a Amodror di iniziare a delineare i piani del giorno dopo con altri entità governative. Ciò comprende raccomandare una potenziale risposta politica di Israele.

Aggirando il Consiglio di sicurezza.
I funzionari “israeliani” credono che i palestinesi aggireranno il Consiglio di sicurezza e si rivolgeranno direttamente all'Assemblea Generale, al fine di evitare un potenziale veto  americano. 

La proposta palestinese dovrebbe ricevere l'appoggio di oltre 140 membri delle Nazioni Unite.
Un altro alto funzionario “israeliano”, ha osservato che Amidror ha cominciato le sue discussioni nel NSC con i rappresentanti esteri, della difesa, della finanza, industria e commercio, e dei ministri della giustizia, così come 
dell'Ufficio di pianificazione e del Dipartimento diritto internazionale della Procura militare generale delle forze della “Difesa israeliana”.

Il NSC ha chiesto agli uffici governativi di considerare le implicazioni di “Israele” annunciando che considera nulli gli Accordi di Oslo a causa della mossa unilaterale palestinese, nel caso l'Assemblea Generale dovesse approvare la richiesta. 

Israele è preoccupata che i palestinesi possano utilizzare la risoluzione dell’Assemblea Generale al fine di avviare una battaglia legale presso la Corte Internazionale dell’Aia, o per cercare di modificare gli accordi economici e di sicurezza raggiunti negli ultimi 18 anni.

Funzionari NSC hanno riferito ai rappresentanti del governo dei vari corpi militari che “Israele” non vorrebbe avviare una tale mossa, ma potrebbe farlo in risposta alle azioni palestinesi. I vari enti sono stati invitati a presentare osservazioni e pareri legali, e offrire possibili risposte. La questione non è ancora stata discussa dai ministri. 
“Netanyahu si oppone ad azioni quali l'annessione di insediamenti a Israele in risposta alla mossa palestinese alle Nazioni Unite”, ha detto una fonte israeliano informata su tali discussioni. 

“Pertanto, il NSC sta valutando altre possibilità, una delle quali è l’annullamento degli Accordi di Oslo. In ogni caso, non c'è ancora nessuna decisione”. 
Gli Accordi di Oslo tra Israele e l'OLP sono stati stipulati tra il 1993 e il 1995, e sono il quadro legale per il rapporto tra Israele e l'Autorità palestinese su questioni che comprendono la sicurezza, l'economia e le infrastrutture. 
Eliminare gli accordi richiederebbe riesaminare questioni chiave, in primo luogo lo stato dell'Anp in Cisgiordania.

Il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman aveva menzionato l'eliminazione degli Accordi di Oslo durante un incontro con l'Alto Rappresentante dell'Unione Europea Catherine Ashton, il 17 giugno. 
Anche se Lieberman sostiene una tale risposta ad una mossa unilaterale palestinese, funzionari del ministero degli Esteri la considerano “controproducente”.

La “Fionda di Davide sarà operativa entro gli inizi del 2013″

Fonte: Sito della Difesa israeliana. Di Arie Egozi

Il sistema è stato designato per intercettare missili cruise, ha affermato Yossi Druker, capo dell'Air-to-Air Directorate Advanced Defense Systems a Rafael.

Il sistema della “fionda di David” (conosciuta anche come bacchetta magica) sviluppato a Rafael è progettato per intercettare i missili da crociera, ha dichiarato Yossi Druker, capo della Air-to-Air e della Difesa aerea a Rafael. Il sistema è programmato per essere operativo all’inizio del 2013

La “fionda di Davide” è stata sviluppata con finanziamenti americani e in collaborazione con la società americana Raytheon. Druker ha affermato che i test del prossimo anno includeranno in particolare le intercettazioni di obiettivi “più pesanti” dei razzi Grad e Qassam.

Il dirigente ha spiegato che poiché i missili da crociera atterrano sui loro bersagli a bassa quota, sono difficili da rilevare. “La 'Fionda di Davide', è un importante passo avanti nell’intercettazione missilistica. Nessun altro paese al mondo ha le stesse capacità”.

Druker ha fatto notare inoltre che il sistema Iron Dome – anche questo un prodotto di Rafael R & D – è attualmente in fase di miglioramento per aumentarne l'efficacia, e che a causa delle minacce da est, il numero di sistemi Iron Dome, gestiti dalla forza aerea, dovrà crescere in modo significativo.

Se quattordici dei sistemi sono ormai schierati per proteggere i centri abitati, molti di più sono necessari. Ma Druker è realista: “Non credo che tale possibilità è prevista secondo le attuali ristrettezze finanziarie, quindi i sistemi dovranno essere attuati in base alle priorità stabilite da professionisti”.

Traduzione per InfoPal a cura di Eliana Storti e Giulia Sola.

 

 

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