Israele stila nuove black-list in Europa per arginare danno alla propria immagine

Israele sta cercando con ogni mezzo di arginare il danno alla propria immagine, provocato da una politica criminale e al di sopra di ogni legalità e diritto internazionale, che promuove attacchi continui contro civili nella Striscia di Gaza, massacri, la colonizzazione esponenziale della Cisgiordania e di Gerusalemme Est e assalti di pirateria contro flottiglie umanitarie (Freedom Flotilla, maggio 2010). 

Oltre all'armata di mille “chirurghi estetici“, cioè intellettuali europei che verranno sguinzagliati qua e là in attività da promoter-venditore del prodotto “Israel”, lo stato sionista manda avanti la propria collaudata, e ormai poco credibile, corazzata di servizi segreti, di sicurezza, di propaganda, a colpire associazioni e organizzazioni palestinesi in Europa che lavorano per il riconoscimento dei diritti fondamentali del popolo di Palestina.

In questi giorni l'attacco israeliano è rivolto al Palestinian Return Centre di Londra e a suoi ricercatori e rappresentanti, accusati di “attività terroristiche” quali, niente meno, l'organizzazione di conferenze e manifestazioni a sostegno della Palestina e di denuncia contro i crimini di guerra israeliani.

Mentre un Paese dopo l'altro dell'America Latina, una delle regioni del “sud del mondo” in rapida ascesa e sviluppo, sta riconoscendo il diritto a uno Stato per i palestinesi, e ha preso le distanze dalle politiche illegali israeliane, l'Europa in inarrestabile declino economico, politico e sociale è tuttora ancorata alla parabola in discesa del neo-colonialismo occidentale, di cui lo stato sionista è emblema ultimo e in grave crisi esistenziale.

Quello che segue è l'articolo comparso nel sito dell'esercito israeliano:  
http://dover.idf.il/IDF/English/News/today/10/12/2703.htm

“Il ministro della Difesa Ehud Barak ha siglato un decreto, questo mese, in cui dichiara che l'organizzazione affiliata a Hamas, il Palestinian Return Center in Inghilterra, è un'associazione illegale in Israele. Sulla base di un rapporto stilato lunedì 27 dicembre dall'Agenzia di sicurezza israeliana, il Centro risulta coinvolto nell'organizzazione di attività violente e radicali contro Israele in Europa, e di delegittimazione dello status di Israele come nazione tra la comunità europea. 

Tra le altre attività terroristiche affiliate, il Centro organizza molte conferenze in vari Paesi europei per attivisti di Hamas e dei Fratelli Musulmani di tutto il mondo, e per membri del Centro stesso. I partecipanti includono principalmente rappresentanti delle attività di finanziamento a Hamas in Europa, e persino dell'organizzazione di Hamas della Striscia di Gaza. 

Il Centro, fondato a Londra nel 1996, ufficialmente dichiara come sua unica missione la promozione della questione dei rifugiati palestinesi. Tuttavia, in realtà, esso funziona come ramo organizzativo di Hamas in Europa e i suoi membri sono vecchi leader di Hamas che promuovono l'agenda del movimento in Europa, ed interagiscono direttamente con vari dirigenti di Hamas, particolarmente di Damasco. 

I leader del Centro comprendono prominenti attivisti di Hamas, tra cui: Majad El Zir, Zahar Birawi e Maged Akil. Un altro attivista, Assan Paur, lavora come membro della  Interpal Board of Trustees, un'organizzazione dichiarata terroristica in Israele e negli Usa sulla base del suo diretto coinvolgimento con il finanziamento globale di Hamas. 

In anni recenti, il Centro è diventato un contribuente principale  della European Campaign for Ending the Siege on Gaza (Ecesg) ed è stato coinvolto nell'invio di uno dei suoi maggiori attivisti, Arafar Madi, come parte del piano per il violento scontro a bordo della nave Mavi Marmara, a maggio del 2010. Essi avevano lavorato in cooperazione con la fondazione IHH in Turchia e con altri organismi finanziatori di  Hamas in Europa e nel mondo. 

Durante le recenti conferenze del Centro, sono stati mandati in onda discorsi registrati di leader di Hamas, il cui ingresso in Europa è vietato da quando Hamas è considerata un'organizzazione terroristica dall'Unione Europea. I dirigenti di Hamas comprendono il primo ministro Ismail Haniyah, la cui entrata nella Ue è bandita.

Si deve anche menzionare che il lavoro del Palestinian Return Center è soltanto una parte del più ampio attivismo e della rete di sostegno a Hamas all'interno dell'Europa, particolarmente forte in Inghilterra. Il Centro è soltanto uno degli affiliati tra le tante associazioni mondiali di Hamas che sostengono e reclutano attività terroristiche per Hamas dentro la Striscia di Gaza”.

Il PRC respinge al mittente le accuse e aggiunge di non essere coinvolto con alcun partito palestinese.

Altre info: http://www.prc.org.uk/newsite/en/

(Le foto in homepage: bombardamento israeliano al fosforo bianco, durante l'operazione Piombo Fuso, dicembre 2008 – gennaio 2009; attacco alla Freedom Flotilla, maggio 2010)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.