La diplomazia dell’UE sulla situazione a Gaza

Agenzie. Il capo della politica estera europea ha confermato che una missione sarà inviata nella Striscia di Gaza per mettere in atto alcune iniziative capaci di porre fine alla “strana” situazione creata dal blocco israeliano nel territorio.

In un discorso tenuto martedì 15 giugno presso il Parlamento Europeo a Strasburgo, l’alta rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Catherine Ashton, ha condannato l'attacco israeliano del 31 maggio contro la Flotta che trasportava aiuti umanitari alla Striscia di Gaza.

“Vorrei sottolineare, in via preliminare: ciò che è successo in mare aperto al di fuori di Gaza è inaccettabile. Lo abbiamo detto subito, forte e chiaro”, ha dichiarato la Ashton.

“Nove persone sono morte in acque internazionali, in circostanze che richiedono un'inchiesta. Questa deve essere un’investigazione in cui israeliani, palestinesi e soprattutto il popolo della Turchia devono poter credere. Israele ha annunciato la creazione di una commissione indipendente, con la partecipazione di due soci internazionali in qualità di osservatori. Questo è un passo avanti.
Ma l'UE seguirà da vicino lo svolgimento e le conclusioni della Commissione prima di trarre ulteriori conclusioni “, ha aggiunto la Ashton.

“L'attacco militare contro la flottiglia ha catturato l'attenzione di tutto il mondo. La perdita delle vite è stata tragica. Ma abbiamo bisogno di ricordare a noi stessi il perché la flotta si dirigeva verso Gaza: questa è la causa di fondo della terribile situazione di Gaza, che è ora di nuovo in primo piano”, ha constatato la Ashton.

“L’ho visto io stessa, tre mesi fa. Quello che ho visto è stato scioccante”, ha dichiarato la diplomatica dell'UE.

“Il blocco impedisce a Gaza il rifornimento di mattoni e cemento, di cui l'ONU ha bisogno per costruire nuove scuole, ospedali, abitazioni e servizi igienici. È una strana situazione in cui la farina, i fagioli e la margarina sono consentiti, ma l’aceto, la cioccolata e la carne fresca no”, ha detto.

“In primo luogo, abbiamo bisogno di aprire i collegamenti in modo tale che gli aiuti umanitari, i beni commerciali e civili possano entrare e uscire Gaza senza difficoltà. Questo è in linea con la nostra posizione e con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza”, ha aggiunto la Ashton.

“In secondo luogo, invece di un elenco con un numero molto ristretto di prodotti autorizzati, ci dovrebbe essere un breve elenco, convenuto, di merci proibite ma per legittime preoccupazioni di sicurezza”.

“Terzo, l'UE ha degli inviati e una missione a Rafah, che potrebbe essere riattivata. E siamo pronti a sostenere l’apertura dei valichi negli altri territori per i beni e per le persone, ricalibrando la nostra missione o sviluppandone una nuova”, ha spiegato il capo della politica estera dell'Unione Europea.

“Ho creato una task force per riunire tutti i servizi competenti e l'esperienza possibile (io presiederò alla sua prima riunione venerdì 17 giugno). Invieremo a breve una missione esplorativa per vedere come si possa contribuire ad una soluzione che funzioni davvero per la popolazione di Gaza, tenendo conto delle preoccupazioni di Israele”, ha dichiarato la Ashton.

“Una revoca del blocco dovrebbe contribuire a portare la pace. Gaza è una parte integrante del futuro Stato palestinese. Quindi dobbiamo lavorare sul riunificare la Cisgiordania con Gaza, e allo stesso modo dobbiamo aiutare la riconciliazione del popolo palestinese”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.