La libertà religiosa secondo il Sionismo: processo per ‘preghiera illegale’ nella moschea di al-Aqsa

Imemc. Il procedimento giudiziario a carico del responsabile palestinese per gli Affari di Gerusalemme (al-Quds), Hatem Abdel Qader, è iniziato mercoledì mattina a Gerusalemme. Egli è stato accusato di “violazione dell'ordine militare” che gli impediva di pregare alla moschea al-Aqsa.

La moschea è considerata il terzo luogo sacro dell'Islam, ma le autorità israeliane vietano a molti musulmani di pregarvi; controllano infatti l'accesso alla moschea, che si trova nella Città Vecchia di Gerusalemme, e il suo territorio circostante.

I palestinesi che cercano di pregare nella Moschea si trovano ad affrontare i soldati israeliani ogni venerdì nei posti di blocco di Gerusalemme Est; pochissimi sono autorizzati ad entrare a Gerusalemme per pregare nella moschea al-Aqsa. Alcuni, come Hatem Abdel Qader, hanno ricevuto l'ordine personale dai militari israeliani, che vieta di entrare nella moschea per un certo lasso di tempo. Questi ordini non rendono noto il motivo del divieto, ma semplicemente informano i destinatari di non essere autorizzati a pregare nella moschea.

All'inizio, Hatem Abdel Qader avrebbe dovuto essere processato a maggio, ma un gruppo di israeliani estremisti ha interrotto il procedimento giudiziario, impedendone il proseguimento.

I sostenitori di Abdel Qader, riuniti (23 giugno) davanti al Palazzo di giustizia, hanno chiesto alla Corte israeliana di lasciar decadere l'ordine militare e l'accusa contro di lui e gli altri nella sua stessa situazione. Hanno inoltre dichiarato che questi ordini violano il diritto – riconosciuto a livello internazionale – alla libertà di religione.

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