La Libia espellerà migliaia di profughi palestinesi residenti sul suo territorio.

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Ieri, un giornale libico, Al-Jamahiriya, ha accusato alcuni paesi arabi di essere coinvolti in una "cospirazione" per abbandonare il diritto al ritorno dei palestinesi in cambio dell’accettazione da parte di Israele della "iniziativa araba". Tale iniziativa richiede la "normalizzazione delle relazioni tra gli stati arabi e Israele in cambio del ritiro entro i confini del 1967.

Il giornale ha confermato che la Libia non parteciperà a tale "cospirazione" e che sta preparando l’invio dei palestinesi che risiedono in Libia verso la Striscia di Gaza.

Il giornale ufficiale della repubblica libica parla di un "Affare nero", di un tentativo, cioè, di "svendere milioni di rifugiati palestinesi come prezzo per persuadere Israele ad accettare l’iniziativa di pace araba".

E prosegue: “Secondo tale proposta, ogni palestinese sarà naturalizzato nei paesi dove risiede (…), cosi quelli che vivono in Libano saranno libanesi, in Siria siriani, in Libia libici, in Egitto egiziani, ecc. In questa maniera si liquida la Questione palestinese".

Il giornale ha precisato che la Libia “non sarà complice nel rinunciare al diritto al ritorno dei profughi palestinesi e alla loro naturalizzazione" e ha invitato la Siria e il Libano “a far fallire questo complotto”.

E ha aggiunto che “la Libia sta portando avanti contatti per permettere alle migliaia di palestinesi che vivono sul suo territorio di recarsi nella Striscia di Gaza, attraverso l’Egitto, prima che venga messo in atto tale complotto”.

La Libia ha annunciato che boicotterà la riunione dei paesi arabi che si svolgerà a Riyad il 28 marzo.

Negli ultimi tempi, Israele ha palesato una certa apertura verso l’iniziativa saudita volta alla risoluzione del conflitto arabo-israeliano, adottata dalla Conferenza araba di Beirut del 2002.

Tuttavia, il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni ha dichiarato lunedì scorso, 12 marzo, che l’iniziativa contiene due punti che “creano problemi a Israele”:  il primo, riguarda la risoluzione 194 delle Nazioni Unite concernente il diritto al ritorno dei profughi palestinesi nel proprio paese; il secondo, la conferma che non esiste una soluzione per i profughi palestinesi nei paesi dove attualmente si trovano. Questo è in contraddizione del principio dei due stati”.

A settembre del 1995 la Libia cacciò via migliaia di palestinesi in segno di protesta contro l’accordo sull’Autonomia amministrativa palestinese: non permise a centinaia di palestinesi residenti sul proprio suolo di farvi ritorno dopo le ferie, costringendoli a rimanere nel deserto, nei “campi del ritorno”, costruiti sulla frontiera tra Egitto – Libia e Egitto-Israele, dopo il rifiuto egiziano di lasciarli entrare all’interno dei propri confini.

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