La Pax israeliana, Gerusalemme Est: via le case, spazio alle colonie.

 

Gerusalemme – Infopal. Israele progetta di costruire 250 unità residenziali coloniche a Gerusalemme Est, dopo aver già evacuato con la forza due famiglie palestinesi: è quanto riferito oggi da un avvocato dell’ufficio del presidente palestinese Mahmud ‘Abbas.

Il legale, Ahmad ar-Ruwaydi, sostiene infatti che i piani parlerebbero di radere al suolo un totale di 27 case di proprietà delle due famiglie nel quartiere di Shaykh Jarrah (che ospitano però 27 famiglie), dopo che gli inquilini saranno stati sfrattati.

“Ancora una volta – prosegue ar-Ruwaydi – la magistratura israeliana ha dimostrato di essere uno strumento nelle mani delle organizzazioni coloniali israeliane, che stanno portando avanti espansioni coloniali a al-Bustan e in altri quartieri di Gerusalemme”.

Le dichiarazioni dell’avvocato hanno fatto seguito alla decisione del tribunale provinciale israeliano – presa domenica – di multare ognuna delle famiglie in questione di circa 35mila dollari, e con un’ulteriore sanzione di quasi 9mila se non lasceranno le case entro il 19 luglio, data di un’udienza. L’ordine di sfratto è stato emesso da Hotza Laphoal, l’istituzione israeliana incaricata di eseguire le sentenze giudiziarie. A riceverlo sono state due delle 27 famiglie che vivono in un complesso di 28 edifici a Shaykh Jarrah. Il tribunale si è così pronunciato a favore di un’organizzazione coloniale, Nahalat Shimon, che rivendica la proprietà dei palazzi. I palestinesi che li abitano sono quindi accusati di non pagare l’affitto ai presunti “proprietari”.

La sentenza, secondo ar-Ruwaydi, rappresenterebbe una sfida all’amministrazione Usa e a tutta la comunità internazionale. Essa imporrebbe, inoltre, un blocco a qualsiasi iniziativa di ripresa delle “trattative di pace” dal momento che sarebbe impossibile parlare di pace alla luce del “rimpiazzo demografico”, della demolizione delle abitazioni, della confisca delle proprietà e dell’espulsione collettiva dei palestinesi.

L’avvocato ha poi aggiunto che ‘Abbas si sta già muovendo a livello internazionale, e che presenterà una denuncia alla Corte di giustizia dell’Aia. Tra le leggi che si dovrebbero applicare nei confronti di Gerusalemme, infatti, rientra la protezione dei cittadini in stato di occupazione (convenzioni di Ginevra e dell’Aia).

Proteste ufficiali per gli ordini di sfratto erano state presentate già ieri al ministero degli Esteri israeliano da parte di Stati Uniti e Unione Europea.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.