La tregua inter-palestinese non regge, violenze al valico di Karni: uccisi 8 membri della sicurezza nazionale. La nona vittima è stata provocata da un attacco israeliano.

Sono stati uccisi 8 membri delle forze di sicurezza nazionali palestinesi e 10 feriti a seguito di violenti scontri scoppiati questa mattina al valico di Mintar (Karni). La 9a vittima è caduta sotto il fuoco dell’esercito israeliano, poco prima degli scontri inter-palestinesi.

Membri delle Brigate Al-Qassam, ala militare del movimento di Hamas, sono asserragliati in una sede della sicurezza nazionale presso il valico di Al-Mintar, a est della città di Gaza. Hanno dichiarato che uno dei loro leader, Ibrahim Maniyya, è stato ucciso dalle Guardie presidenziali questa mattina, mentre attraversava in auto la loro stazione militare.

In un comunicato, le Brigate affermano che tratteranno i responsabili dell’omicidio come "collaborazionisti con l’occupazione israeliana".

Il direttore del servizio ambulanze e emergenza del ministero della sanità palestinese, Mu’awiya Hassanein, ha reso noto che le vittime sono state trasportate all’ospedale Martiri di Al-Aqsa, a Deir Al-Balah.

Dalle prime ore del mattino, sono scoppiati violenti scontri al valico di Al-Mintar tra uomini armati appartenenti alle Brigate Al-Qassam, e alle Forze Esecutive, tutte affiliate a Hamas, le Guardie presidenziali e le forze di sicurezza nazionale, affiliate a Fatah. I contendenti si sono scambiati raffiche di mitra e lanci di bombe.

Versioni che si contraddicono.

Sulla morte dei membri delle forze di sicurezza nazionali ci sono versioni differenti.

La leadership delle forze nazionali ha accusato le Brigate Al-Qassam di aver "ostacolato il transito di un’auto delle forze di sicurezza nazionali, vicino all’ex colonia israeliana di Nezareim, prima di costringere i passeggeri a uscire per sparare loro in testa, ammazzandoli".

Le vittime sono: Adel Abu Amra, Ahmad Abu Ayyada, Hasan Tawaheen, Bassam Kawari’ e Sayf Abu Rashid.

Il portavoce delle Guardie presidenziali, Ali Al-Qaisi, ha dichiarato che "da questa mattina, membri delle Brigate Al-Qassam e delle Forze Esecutive hanno attaccato il valico di Karni facendo uso di mitragliatori, mortai e bombe".

Al-Qaisi ha lanciato un appello a intervenire e salvare 200 palestinesi intrappolati al valico, perché le bombe stanno colpendo lo stoccaggio di gas naturale e altro materiale infiammabile immagazzinato al valico.

Da parte sua, il portavoce delle Forze Esecutive, Islam Shahwan, ha negato che membri delle forze abbiano patecipato all’attacco al valico di Karni, e si è stupito che le F.E. siano state menzionate in riferimento al nuovo bagno di sangue.

Chi è il responsabile della nuova ondata di violenze?

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Nonostante l’accordo stipulato ieri tra le fazioni di Hamas e Fatah, checkpoint, barriere e torrette di guardia non sono state ancora rimosse dalle strade di Gaza. Inoltre, sui tetti degli edifici stazionano palestinesi armati.  

Uomini armati non identificati hanno rapito un professore dell’Università Islamica, Muhammad Radwan.

Il ministro dell’informazione palestinese e portavoce del governo, Mustafa Barghouthi, ha riferito che ieri sera, durante una riunione tra il presidente Mahmoud Abbas e i ministri, a Ramallah e in collegamento telefonico con Gaza, è stato raggiunto un accordo per sostenere le decisioni prese dal governo e renderle operative, per ritirare le fazioni armate e le forze di sicurezza dalle strade e per istituire un’unità di controllo congiunta che renda esecutivo il piano di sicurezza.

Barghouthi ha affermato che Abbas ha confermato il proprio sostegno "spirituale e materiale" al premier Ismail Haniyah e al governo, e di aver dato ordine a tutti i servizi di sicurezza di sottostare alle decisioni di Haniyah, che da ieri, dopo le dimissioni Hani Qawasmi, ha assunto ad interim il ministro degli interni.

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