L'Anp reprime con violenza manifestazione di dissenso alla ripresa dei 'negoziati di pace' con Israele.

Ramallah. E' vietata qualsiasi forma di opposizione alla ripresa dei “negoziati di pace” tra Anp e Israele: è questo il messaggio che l'autorità palestinese di Ramallah ha rivolto alla popolazione impedendo con la forza una conferenza, organizzata ieri nella città cisgiordana proprio per esprimere contrarietà agli incontri diretti con gli occupanti. 

Khalida Jarrar, dirigente del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, ha raccontato all'agenzia Ma'an che la polizia palestinese “in uniformi civili ha tentato di impedire l'evento sin dall'inizio”.
La manifestazione era stata organizzata dal FPLP, dal FDLP, dal Partito del Popolo palestine (PPP) e da diversi altri movimenti politici indipendenti.

Jarrar ha affermato che la polizia ha tentato di provocare i partecipanti e ha aggiunto che ritiene l'Anp “completamente responsabile” di quanto accaduto ieri. “Volevamo dar voce al nostro dissenso – ha aggiunto -, ma le forze di sicurezza dell'Autorità nazionale hanno fatto irruzione nella sala-conferenze trascinando fuori, per strada, le persone, in una manifestazione non autorizzata, in modo da poterla poi reprimere”.

In un comunicato stampa, l'emittente filo-governativa “Watan TV” ha dichiarato che i propri cameramen, Khalid Milham e Aysar Al-Barghouthi, sono stati aggrediti e feriti, e che i loro strumenti professionali sono stati confiscati. 

Da parte sua, il dipartimento di sicurezza palestinese ha negato l'assalto alla conferenza e ha parlato di “manifestazione illegale nelle strade di Ramallah”, contro la quale la polizia “ha agito nel rispetto della legge”.

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