L’Egitto e l’asse Usa-Israele.

Riceviamo da Al-Awda-Italia e pubblichiamo.

Il regime di Mubarak si mantiene in piedi solo grazie agli USA che in pratica coprono le spese per l’intero apparato di "sicurezza", polizia inclusa. Il giorno che questo finanziamento non arrivasse più, il goffo faraone ed i parassiti che lo circondano, verrebbero spazzati via. In Egitto c’è un’intera squadra di "esperti" del Pentagono che gestiscono la chiusura del confine con la Striscia di Gaza. Per proteggere questi "esperti" nel loro "lavoro", il regime di Mubarak ha arrestato senza mandato migliaia di residenti del Sinai. Centinaia sono ancora in prigione, senza accusa, per cui senza possibilità di difendersi. Per risparmiare agli "esperti" americani che "lavorano" lungo il Philadelphi Road, l’imbarrazzo di imbattersi nei convogli che vorrebbero portare aiuti ai palestinesi della Striscia di Gaza, il regime intercetta questi convogli già alle porte del Cairo. Su disposizione degli USA il governo egiziano si rifiuta di adempiere ad una sentenza emessa dai Tribunali in novembre, che aveva dichiarato illegale un affare concluso nel 2005 tra i regimi di Tel Aviv e del Cairo, senza l’approvazione da parte del parlamento: si tratta della vendita di gas egiziano ad Israele, ad un prezzo di circa un quarto rispetto a quello del gas naturale sul mercato mondiale; questa svendita del gas egiziano al regime di Tel Aviv  procura  all’Egitto una perdita  di 9 milioni di dollari al giorno. Così come sono iniziate le forniture di gas a prezzi stracciati, quest’anno, la colossale sovvenzione delle forniture ad Israele è stata fatta pagare alle masse popolari egiziane con il ritiro delle sovvenzioni sul prezzo del grano, provocando l’esplosione del prezzo del pane. Il regime cerca di contenere l’inevitabile protesta popolare contro il suo ruolo da pedina dell’asse USA-Israele perseguitando i Fratelli Musulmani, arrestandoli e sequestrando i loro beni.

Susanne

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