Lettera della redazione di Radio Irib al ministro Frattini.

Pubblichiamo la lettera dei colleghi della redazione italiana di Radio Irib in quanto riteniamo che esprima bene l'opinione di molti italiani non avvelenati dalla propaganda politica e mediatica che ormai domina il nostro Paese.

A.L.

Iran/ Italia: “Alla cortese attenzione del Ministro Frattini”

A cura della redazione di Radio Irib (*)

Mercoledì 10 Febbraio 2010 08:18

C’era una volta in un mondo pieno di guerre, un paese che di queste non ne voleva sapere e si chiamava Italia; “gente tranquilla che lavorava” e “aveva il cuore d’oro” e per questo in Iran, un paese che nella sua storia era stato afflitto dall’ingiusto colonialismo di Stati Uniti e Inghilterra, l’Italia, pur essendo un paese occidentale, non appariva un nemico.

Ed i rapporti economici che andavano a gonfie vele, e l’Ansaldo, l’Eni, la Technimont e la Benetton a Teheran, e l’Italia che diventava il principale partner europeo dell’Iran rubando il primato alla Germania.
Un giorno però in Italia, molto probabilmente per via delle pressioni asfissianti di Stati Uniti e Israele, si è costretti ad assumere politiche anti-iraniane in occasione dei disordini post-elettorali verificatisi in Iran.
Il presidente del Consiglio, molto probabilmente, è costretto poi ad usare una retorica molto dura nei confronti dell’Iran durante la sua visita in Israele.
Alla fine gli studenti di Teheran, è successo ieri, che un tempo amavano la parola Roma e non sentivano ostilità nei confronti di quella bandiera tricolore che aveva gli stessi colori della bandiera iraniana, vanno a manifestare per dimostrare di non essere tonti e abbattono il cartello di via Roma a Teheran.
Il Ministro Frattini, che in questi ultimi giorni ha detto tante cose “decisamente discutibili”, dice che a manifestare davanti all’ambasciata d’Italia erano “Basiji travestiti da civili”. Come se i Basiji avessero paura di dichiarare quello che fanno: caro Ministro Frattini, gli studenti iraniani presero l’ambasciata USA a Teheran e mantennero prigionieri per 444 giorni i diplomatici americani; perchè si dovrebbero travestire, hanno paura di voi? Siete più forti degli americani?
E poi vediamo cosa sono i Basiji? Speriamo sappia che Basiji significa “volontari”; quando l’intero Occidente, compreso il Suo paese, sostenne Saddam nell’aggressione contro la nostra terra, non avevamo nemmeno un esercito e la gente semplice si fece volontaria per difendere i confini, dando vita al Basij; oggi in Iran, studenti, medici, operai, insegnanti, commercianti, calciatori, artisti sono membri del Basij e ciò vuol dire che sono disposti a difendere il paese se i Vostri alleati americani e israeliani, come minacciano di fare, decideranno di aggredire il nostro paese. Pertanto anche se alla manifestazione ci saranno stati dei Basiji, ciò non vuol dire che non erano civili.
Altro concetto da chiarire; la polizia iraniana ha impedito danni alla Vostra ambasciata ed ha solo acconsentito che gli studenti intonassero i loro slogan come è giusto che avvenga in una democrazia; vuole che impediamo le manifestazioni? Dottor Frattini, com’è che quando quattro delinquenti distruggono le banche a Teheran e vengono arrestati, Lei definisce “repressione del regime” l’azione della nostra polizia, ma quando si rispetta la volontà degli studenti di manifestare, Lei si dichiara “preoccupato”?
Lei e i media italiani fate inutilmente tanto chiasso per lo slogan “Morte a Berlusconi”. Vogliamo scommettere che lo direbbero anche più della meta degli stessi italiani. “Morte all’Italia”, in più, non significa morte alla popolazione italiana ma morte a chi governa l’Italia e rovina i rapporti di questo paese con i suoi partner tradizionali.
E sulle parole dette dal vostro ambasciatore; Alberto Bradanini, (chissà se le avrebbe dette lo stesso se fosse stato libero di parlare per suo conto), ha dovuto dire che le affermazioni di Berlusconi in Israele erano “di pace”; qual’era la parte di pace che evidentemente ci siamo persi? Quella in cui diceva che “la guerra a Gaza era giusta” o quella in cui invitava la comunità internazionale a “un’azione contro Teheran” o quella in cui ha detto di “non aver visto il muro” ? Poi Voi dite che la sicurezza di Israele “non è negoziabile” e Berlusconi ha anche detto “che la guerra a Gaza era giusta”; allora ne deduciamo che secondo i vostri “valori”, è però negoziabile “la vita” dei palestinesi.
Onorevole Frattini, non parteciperete alle celebrazioni della rivoluzione islamica perchè siete nostalgici della dittatura dello Sha, servo dei vostri amici americani? Per quale ragione altrimenti?
Caro onorevole Frattini, lei sostiene che è l’intera comunità internazionale ad avere problemi complessi con Teheran. A noi invece risulta che abbiamo ottimi scambi, soprattutto economici, persino con Germania, Francia, Spagna ed ecc… e che poi il mondo non è solo Europa e Stati Uniti. Ci sono anche Russia, Cina, India, Sudafrica, Brasile, Turchia, tutte potenze emergenti che guarda caso hanno ottimi rapporti sia politici che economici con l’Iran. Onorevole Frattini non è che le serve un ripasso di politica internazionale?
E approposito di ripassi, onorevole Frattini, La volevamo informare che in Iran la radiotelevisione(IRIB) è un’ente indipendente dal governo e che è diretta da un presidente scelto dalla guida suprema e che quindi non sottostà al potere del governo. Lei aveva definito le nostre critiche alle affermazioni di Berlusconi in Israele una dimostrazione della debolezza del governo iraniano, ma solo per informarla meglio su un paese che evidentemente non conosce, noi non sottostiamo al potere del governo. In altre parole, il Corriere della Sera in Italia non è portavoce ufficiale del governo e noi non lo siamo per il nostro.
Caro Ministro Frattini, forse Lei non comprenderà mai, ma noi siamo amici dell’Italia. A noi non piace vedere il Suo paese umiliato, costretto a mettere in atto i diktat di una potenza in declino e di un regime criminale, solo perchè nel 1945 avete perso la guerra.
Non crediamo che rientri nella dignità del paese Italia il fatto che le decisioni vengano prese a Villa Taverna invece che a Montecitorio, al Quirinale, a Palazzo Madama, al Colle ed ecc… .
Non è bello vedere che Calipari muore solo perché “non ha ascoltato gli ordini dei padroni” e ha negoziato con i rapitori della Sgrena per poterla liberare.
Non è bello che Vicenza venga svenduta contro la volontà della sua popolazione per allargare una delle 120 basi militari americane sul vostro territorio dove vi sono, dicono i media italiani, 90 bombe atomiche.
Non è bello che le povere famiglie che hanno perso i loro cari durante la tragedia del Cermis siano rimaste senza giustizia.
L’Italia sta ricommettendo un errore storico: negli anni ’30 si mise con la potenza più forte del momento e sappiamo tutti come andò a finire; oggi si mette con la potenza più forte del momento e anche con Israele, ma vogliamo scommettere che finirà anche peggio?
L’Italia non è la terra di nessuno e la colonia di questo o quel paese, speriamo che un giorno, almeno, Lei lo comprenda. 

   

[*] Radio Italia è nata il 9 agosto 1995 allo scopo di aprire una finestra verso l'Iran, la sua storia, la sua cultura e la sua tradizione religiosa iraniana. In tutti questi anni abbiamo cercato di presentare all'interlocutore italiano le realtà della società iraniana, cercando di rimuovere i pregiudizi ed i malintesi che esistono nei confronti dell'Iran. L'altro nostro obiettivo è contribuire all'avvicinamento tra l'Islam ed il cristianesimo nell'ambito della grande iniziativa promossa dal nostro paese circa il dialogo tra le civiltà come un mezzo efficace per realizzare l'unità, l'amicizia e la fratellanza tra i seguaci delle due religioni monoteistiche ed imparare a rispettarsi. Oggi siamo una dozzina di persone, fra giornalisti, traduttori e conduttori. Tanti lavorano da quasi 11 anni, alcuni soltanto da pochi anni. Però ci sentiamo uniti non soltanto dal lavoro, ma dall'enorme interesse che tutti nutriamo per l'Italia, per la sua storia, la sua cultura, la sua vita quotidiana, rispecchiando in un certo senso quel comune senso di amicizia che gli iraniani hanno per l'Italia, sentimento che ci auguriamo possa essere ricambiato.

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