Manifestazioni non-violente represse ovunque in Cisgiordania

Cisgiordania – InfoPal. Tre ragazzi palestinesi sono rimasti feriti ieri, venerdì 20 gennaio, nel corso delle manifestazioni settimanali in Cisgiordania contro Muro d’Apartheid e colonie israeliane.

Mohammed Barijiah, portavoce del Comitato popolare di Betlemme, dove è accaduto l’episodio, ha raccontato l’aggressione dei soldati israeliani:
“Oltre a lanciare gas lacrimogeni e bombe assordanti, i militari israeliani si sono scagliati fisicamente contro i ragazzi feriti. Sono stati picchiati con il calcio del fucile e manganelli, raggiungendoli volutamente al capo”.

I feriti sono Ra’fat ‘Ala id-Din, di 24 anni, Muhannad Yousef Barijiah, di 22, e Ziyad Mohammed Zawahrah, di 15.

La marcia di questo venerdì è stata dedicata alla riconciliazione nazionale.

Stessa dinamica nelle manifestazioni di Ramallah e a nord a Qalqiliya.

A Bil’in e a Kafr Qaddoum decine di manifestanti sono rimasti intossicati dai gas lacrimogeni nei cui composti i militari israeliani hanno miscelato anche sostanze chimiche.

Nel resoconto settimanale, esposto dal Comitato locale in un comunicato stampa, si descrivono le pratiche di repressione messe in atto dagli israeliani e si comunica la determinazione a non porre fine a questa forma di resistenza contro l’oppressione e la colonzzazione della terra palestinese.

A Kfar Qaddoum sono sorti scontri tra militari d’occupazione e manifestanti.

I militari hanno chiuso l’ingresso del villaggio palestinese e da qui hanno preso a lanciare gas lacrimogeni contro i manifestanti radunatisi sull’altro lato.

I manifestanti hanno protestato chiedendo l’apertura dell’ingresso al villaggio, chiuso da Israele dal 2003.

“Siamo sottoposti ogni giorno a estenuanti e umilianti perquisizioni e rallentamenti alla nostra libertà di movimento”, ha raccontato il portavoce del Comitato di Kfar Qaddoum, Murad Ishtawi.

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