Newsletter da B’tselem

 

 B'tselem

 

 

28.3.2010

Un razzo lanciato dai palestinesi, responsabile della morte di un cittadino thailandese a Netiv Ha’asara, nel sud d’Israele. Foto: Reuters, 18 marzo 2010.

 

Indagini sull’uccisione di due ragazzi a 'Iraq Burin
Il 20 marzo scorso i militari hanno ucciso due ragazzi a ‘Iraq Burin. Quel giorno nel villaggio avevano avuto luogo delle dimostrazioni. Le indagini di B’Tselem smentiscono le affermazioni dell’esercito, secondo cui i soldati avevano sparato solo proiettili “di gomma”. Caso raro, la polizia militare avvierà un’inchiesta sull’accaduto.

 
Spari contro un ragazzo intento a raccogliere legna

Lo scorso 10 febbraio, i soldati hanno sparato – ferendolo – a Muhammad Subuh, 17 anni, vicino al confine tra Gaza e Israele. Testimoni riferiscono che Muhammad stava raccogliendo la legna per il fuoco e che i soldati non si trovavano affatto in pericolo. Secondo quanto riportato in precedenza, l’esercito ha definito “zone della morte” alcune aree adiacenti al confine.

 
B'Tselem contro il lancio di missili a Israel
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B'Tselem condanna con forza il lancio di razzi da Gaza, che oggi ha causato la morte di un cittadino thailandese mentre lavorava nella comunità di Netiv Ha’asara, in Israele. Le organizzazioni palestinesi responsabili del lancio dei missili dichiarano apertamente di voler attaccare anche i civili. L’uccisione intenzionale di civili è immorale ed è considerata un crimine di guerra dalla Quarta convenzione di Ginevra.

Ricorso dell’esercito contro sentenza troppo indulgente
Lo scorso 18 marzo, l’accusa legale militare ha fatto ricorso contro la pena comminata la settimana scorsa al primo luogotenente Adam Malul per aver attaccato dei palestinesi. B’Tselem ha accolto con favore il ricorso nei confronti di una sentenza che sancisce la norma della violenza contro i palestinesi nei Territori occupati.

 
Cronica mancanza d’acqua in Cisgiordania
La distribuzione discriminatoria delle risorse idriche da parte d’Israele infrange il diritto dei palestinesi all’acqua, all’igiene e alla salute. Impedisce inoltre lo sviluppo agricolo, intaccando un settore economico importante in Cisgiordania.


Testimonianze: scuola ancora in rovine un anno dopo la guerra
Beit Lahiya, vicina al confine nord della Striscia di Gaza, è la città dove Israele diede il via all’invasione della regione durante l’operazione Piombo fuso. Gli alunni di una scuola locale, pesantemente colpita dal fuoco nemico, studiano ancora tra le macerie. Intanto, l’assedio israeliano impedisce la ricostruzione delle strutture in tutta la Striscia.

 

 

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