Pace tra Hamas e Fatah al Cairo

Il Cairo – InfoPal. Mercoledì 4 maggio, dopo quattro anni di divisioni, i partiti di Hamas e Fatah, rispettivamente al potere nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, hanno finalmente compiuto il passo fondamentale della riconciliazione. 

La firma dell'accordo di unità nazionale e la cerimonia si sono svolte al Cairo, nel quartier generale dell'intelligence egiziana, alla presenza di tutte le fazioni palestinesi, di personalità di spicco arabe e internazionali.

Martedì 3 maggio, i rappresentanti delle formazioni politiche palestinesi si erano riuniti al Cairo per firmare lo storico accordo.

La cerimonia è cominciata in tarda mattinata con un messaggio di benvenuto dal neo direttore generale dell'Intelligence egiziana, Murad Mufawi (EGID), che ha definito l'evento una “vittoria” per il popolo palestinese, e ha aggiunto che l'Egitto ha onorato i palestinesi uccisi, feriti e imprigionati da Israele, e quelli che “si sono rifiutati di arrendersi alla divisione”.

“Con questo atto nazionale – ha sottolineato -, state dicendo al mondo che la divisione se n'è andata per sempre. Siamo convinti che la divisione è stata una situazione eccezionale e estranea al popolo”.

L'incontro è iniziato dopo la cerimonia della firma dell'accordo.

Per l'Egitto era presente il ministro degli Esteri Nabil al-'Araby e i vertici dell'Intelligence nazionale, mentre dall'estero sono giunti i ministri degli Esteri di Cina, Russia, Turchia, quelli di diversi Paesi arabi ed europei, l'inviato del segretario generale Onu, Robert Serry, quello della Lega araba, 'Amr Mousa, e il suo omologo dell'Organizzazione della Conferenza islamica (Oic), Akmal Eddine Ihsan Oglo.

Non si sono riportate divergenze di rilevanza tra i contenuti dei discorsi di 'Abbas e Mesha'al, tuttavia si è percepito un dissapore su questioni relative a sicurezza e resistenza.

Se per 'Abbas, infatti, “la sicurezza dovrà continuare a essere una priorità, in la garanzia della quale “non sarà tollerata la connivenza tra più leggi”, per Mesha'al, la resistenza, anche nella forma armata, “resta un diritto indiscutibile di fronte all'occupazione israeliana”.

'Abbas ha dichiarato: “Abbiamo voltato la pagina nera della divisioni.  (…) Sono stati quattro lunghi anni di sfortunate divisioni interne”. Il presidente dell'Anp ha chiesto ai presenti di accelerare concretamente il processo di riunificazione, dalle realtà popolari alle istituzioni palestinesi.

Pur ribadendo a Israele l'invito a fare una riflessione sulla scelta tra insediamenti e pace, 'Abbas ha affermato davanti a tutti di non intendere in tal modo “alcuna ingerenza o ricatto da parte israeliana negli affari palestinesi”. E ha aggiunto: “Hamas è parte integrante della società palestinese, restano vani i tentativi israeliani di gettare discredito sul processo di riconciliazione.

“Un ritorno ai negoziati con Israele avrà dei parametri ben definiti: fermare la colonizzazione dei Territori palestinesi occupati e un impegno serio dello Stato ebraico verso la pace”.

Da parte sua Mesha'al ha spiegato: “Pagheremo qualunque prezzo per questa riconciliazione”, e, dopo aver ringraziato l'Egitto, la nuova leadership di governo e il popolo “per aver contribuito al successo di questo accordo”, ha promesso il proprio impegno a “mettere insieme gli sforzi diplomatici a fianco della resistenza”.

“Abbiamo voltato la pagina nera delle divisioni palestinesi, oggi la calpestiamo e questo è l'unico espediente per vincere l'occupazione israeliana”, ha dichiarato il capo dell'ufficio politico di Hamas a Damasco.

Il leader di Hamas ha poi garantito l'impegno del suo Movimento nel raggiungere l'accordo firmato ieri al Cairo.

Anche per Mesha'al, “la pagina delle divisioni fa già parte del passato: essa viene messa da parte nello spirito della lotta contro l'occupazione e non per incendiare il popolo palestinese palestinese. La nostra vera lotta è contro l'occupazione israeliana e non contro i figli della nostra stessa patria.

“Israele sarà messo di fronte a una realtà compatta, quella della volontà arabo-islamica che dovrà essere degna di ascolto e di rispetto. Lo Stato palestinese che vogliamo dovrà essere forte, sovrano, con Gerusalemme capitale, libero dalla presenza coloniale e rispettoso dell'applicazione del diritto al ritorno dei nostri profughi”.

Poi, a proposito del processo elettorale che dovrà essere allestito a partire da ora, Mesha'al ha dichiarato di sostenerlo nei metodi di svolgimento e, soprattutto, si è impegnato ad accettarne i risultati, nel rispetto del principio di legalità e di democrazia.

Secondo quanto riferisce l'agenzia Pal.info, durante un incontro a porte chiuse, Khaled Mesha'al, leader di Hamas, e Mahmoud 'Abbas, leader di Fatah e presidente dell'Anp, si sono messi d'accordo di accelerare la formazione di un governo di unità nazionale, e di convocare un primo incontro per la dirigenza provvisoria, che raggruppi le segreterie generali delle fazioni palestinesi e le figure indipendenti.

Inoltre, un altro importante argomento di discussione è stato il rilascio di tutti i detenuti politici rinchiusi nelle prigioni cisgiordane. 

Delegazioni di dirigenti di Fatah e Hamas si incontreranno questa settimana per seguire la realizzazione di tutte le decisioni prese.

(Altre fonti: Pal-Info).

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