Piano Breznizt, una sorta di Piano Marshall per la Palestina.

È stato rivelato un piano preparato da un professore vicino al primo ministro israeliano Ehud Olmert che prevede il ritiro di Israele dalla maggior parte della Cisgiordania, smantellare decine di colonie e aggiungerle alle principali, e consegnare queste zone – compresa la Striscia di Gaza – a una forza europea perché le gestisca durante la fase di pianificazione dello stato palestinese indipendente.

Dal piano preparato dal deputato della Knesset, il prof. Shlomo Breznizt, si deduce che tutto debba girare intorno a una forza europea formata da decine di migliaia di soldati, il cui compito è quello di sciogliere le organizzazioni che Israele definisce “terroriste”, sequestrare le armi illegali, preparare un esercito e una polizia palestinese che pianifichino con l’occupazione.

 

Il progetto prevede che l’Unione Europea promuova una sorta di “Piano Marshall” speciale per il Medio Oriente limitato allo sviluppo dei territori palestinesi.

 

Il rapporto pubblicato dal quotidiano israeliano “Maariv” contiene i dettagli di questo piano: ritiro israeliano dalla maggior parte delle aree della Cisgiordania; smantellamento di decine di colonie che confluirebbero in altre maggiori; fine dell’occupazione e consegna dell’amministrazione delle varie aree palestinesi, compresa la Striscia di Gaza, a una forza europea fino alla creazione di uno stato palestinese. 

Protettorato internazionale

Il piano del prof. Breznizt è stato esposto il 25 gennaio alla Conferenza di Herzelia. 

Tra le proposte di intervento internazionale c’è quella di far partecipare forze militari come l’Unifil nel sud del Libano; tuttavia, quella principale parla di un ruolo internazionale come quello che ha riportato la calma in Bosnia, dove opera la Forza europea OSCE.

Tale forza, guidata dall’Europa e non dagli Usa, che dopo l’intervento in Iraq hanno perso la credibilità presso i palestinesi e gli arabi, dovrebbe aiutare la costruzione di entità governative locali e centrale, promuovere una costituzione, gestire elezioni corrette, riportare la calma, costruire infrastrutture e organi di sicurezza.

 

In base alla proposta, la presenza di una forza europea nella zona non avrà limiti di tempo, ma se ne andrà solo dopo aver realizzato i propri obiettivi. L’applicazione del piano è legata all’accettazione dei palestinesi.

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