Più di 100 parlamentari britannici contro la modifica alla Giurisdizione universale

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Imemc. Oltre un centinaio di parlamentari britannici si sono opposti ai piani della coalizione di governo, tesi ad alterare la legge che dovrebbe processare i leader israeliani per crimini di guerra: lo ha comunicato ieri Press Tv.
L'intervento, espresso attraverso una Mozione mattutina, è stato finora sottoscritto da 101 deputati, e consiste nella disapprovazione di qualsiasi legge che limiti il potere dei tribunali britannici di applicare la giurisdizione universale. In base a questa, ordini di arresto possono essere emessi nei confronti di chi è accusato di crimini di guerra.

La giurisdizione universale, dichiara infatti la mozione, “gioca un ruolo essenziale nel portare davanti al giudice chi ha commesso crimini contro l'umanità”.

I firmatari includono finora trenta Liberal Democratici (il partito che partecipa alla coalizione di governo insieme al partito di maggioranza dei Conservatori), sessantacinque Laburisti, tutti e tre i gallesi del Plaid Cymru, due dell'Sdlp nord-irlandese e il leader dei Verdi Caroline Lucas.

Il governo britannico ha annunciato che la modifica alla legge consisterà nel dover richiedere il previo consenso del direttore delle pubbliche accuse prima che venga emanato un qualunque ordine di arresto.

Il segretario alla Giustizia Kenneth Clarke aveva già anticipato lo scorso luglio che il governo avrebbe introdotto un emendamento “alla prima occasione”.

Da parte sua, il leader Laburista Ed Miliband ha riferito che la posizione ufficiale del suo partito verrà chiarita quando sarà presentata la bozza del governo.

La questione della modifica alla giurisdizione universale era emersa lo scorso dicembre, quando un avviso d'arresto fu ricevuto dall'ex ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni, accusata per il ruolo che giocò durante l'ultima guerra contro Gaza.

Diversi altri funzionari israeliani hanno in seguito cancellato le loro visite nel Regno Unito per lo stesso motivo. Il mese scorso saltò ad esempio un incontro di alto livello tra i due paesi su questioni di sicurezza, in programma a Londra.

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