Radwan: ‘La visita di Bush in Medio Oriente è un tentativo di appoggiare l’ebraicità dello Stato di Israele’.

 

Gaza – Infopal

 

Ismail Radwan, dirigente del movimento di Hamas, in una dichiarazione alla stampa ha definito la visita del presidente americano George Bush in Medio Oriente, prevista all’inizio del prossimo mese, “un tentativo di appoggiare il suo progetto, lanciato nella conferenza di Annapolis, che punta a sostenere l’ebraicità dello Stato di Israele”.

 

Radwan ha spiegato di essere convinto che il presidente americano, durante la sua visita, lavorerà per costringere i paesi arabi a normalizzare i rapporti con Israele, mettendo così in pratica il suo discorso sulla costituzione dello Stato Palestinese, fatto durante la conferenza. Secondo Radwan, Bush starebbe per apporre la propria “impronta finale” prima di abbandonare la Casa Bianca, come è ormai abitudine dei presidenti degli Stati Uniti, ognuno dei quali, alla fine del proprio mandato, ha lasciato immutata la situazione nell’area, cioè, un Paese sotto occupazione israeliana.

 

Il dirigente di Hamas ha inoltre affermato che le promesse americane sono solo un miraggio per i Palestinesi, mentre costituiscono un vero sostegno alla parte israeliana.

 

Durante la conferenza di Annapolis del 27 novembre scorso, che aveva visto la partecipazione di 16 Stati arabi, George Bush aveva annunciato il documento congiunto per lanciare l’iniziativa di pace. A questo riguardo, Radwan ha dichiarato: “Bush vuole trasformare in atto pratico il suo appoggio agli Israeliani per uno Stato ebraico, senza il riconoscimento del quale per Olmert non può esistere alcuna concessione ai Palestinesi”, aggiungendo che “il viaggio di Bush è soltanto una visita di pubbliche relazioni, specialmente dopo il fallimento degli Stati Uniti nelle guerre in Afghanistan e Iraq”. Ha poi definito l’iniziativa di pace lanciata da Bush “inutile”, chiarendo che il popolo palestinese ha già sperimentato queste trattative durante le conferenze di Madrid, Oslo, White River, Taba, Sharm ash-Shaikh e infine Annapolis, senza mai ottenere altro se non l’espansione delle colonie, meno diritti e ulteriori morti per mano della repressione israeliana.

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Radwan ha inoltre ricordato che Israele non ha mai rispettato una promessa fatta ai Palestinesi di Ramallah, nonostante l’amministrazione americana sia a conoscenza di questo aspetto, come dimostrano le parole della Segretaria di Stato Condoleezza Rice durante la sua ultima visita in Medioriente, dove ha dichiarato: “Non obbligheremo Israele ad accettare ciò che non vuole”.

 

Lo stesso Radwan ha inoltre precisato che il rifiuto, da parte di Israele, della bozza presentata al Consiglio di Sicurezza per appoggiare i risultati della conferenza di Annapolis, “dimostra la mancanza di serietà del nemico sionista verso un’opportunità di pace nell’area”. Ha poi detto che “noi (Hamas) non pensiamo in nessun caso che questi incontri possano portare a qualcosa se non al peggioramento della questione palestinese”.

 

Radwan ha infine inviato ai capi di Stato arabi un messaggio “perché diano il loro appoggio alla Questione palestinese lontano dagli interessi americani e perché abbraccino la Resistenza anti-israeliana, senza la quale la Palestina non potrà essere liberata e i Palestinesi non potranno far valere i propri diritti”.

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