Ramadan alla luce delle candele e dei generatori sempre più cari.

Dal nostro corrispondente.

A Gaza si vive il Ramadan alla luce di candela e dei generatori.

E’ iniziato il Ramadan e la città di Gaza si trova costretta a consumare i pasti alla luce delle candele e delle lanterne, e quei pochi che se lo possono permettere – oltre il 60% vive sotto la linea di povertà -, con i rumorosi generatori.

 Ci si riunisce per mangiare insieme – padre, madre, figli, nuore, nipoti – in un unico piatto.

Secondo Abu Mohamed Abd Al-A’al, questo sarà un Ramadan diverso dagli altri sotto tutti gli aspetti, perché la situazione economica è pessima e Gaza è senza elettricità e gli attacchi israeliani aumentano.

Racconta Abu Mohamed: “Questa situazione impedisce ai palestinesi di andare a trovare i familiari – durante il mese di Ramadan è tradizione recarsi in visita dei familiari, soprattutto la sera, dopo le preghiere. L’interruzione elettrica causa non pochi problemi – e questo Ramadan è arrivato in un periodo di caldo e umidità.

Ramadan senza luce

Gaza vive nel buio, dopo che i missili israeliani di “Pioggia d’estate” hanno distrutto i generatori di corrente che la rifornivano di elettricità. Da allora  vive senza elettricità, alla luce prodotta da candele e lanterne che sono diventate più care.

I generatori elettrici hanno subito un forte rincaro rispetto a tre mesi fa (da 1500 a 4000 dollari), e il prezzo aumenta a seconda della capacità elettrica prodotta.

La maggior parte degli enti pubblici, dei ministeri, delle università usa quotidianamente i generatori, e a volte, quando Israele chiude i passaggi territoriali che riforniscono Gaza, si fa difficoltà a trovare il carburante.

Generatori per illuminare le moschee

La crisi elettrica ha influito molto sulle moschee di Gaza, per le preghiere di Ramadan e durante i pasti della rottura del digiuno organizzati dalle associazioni di beneficenza: si usano i generatori per illuminare e per accendere i ventilatori.

 Abu Yahia, imam della moschea “Al-Jamiyah Al-Islamiya" del campo profughi Nussaiyrat, al centro della Striscia di Gaza, racconta che da quando la cittadina ha capito che non ci sarebbe stata più la luce, la gente si è radunata per comprare i generatori per il Ramadan, perché ancora fa caldo e il campo è affollato.

Abu Samir, uno dei benefattori del quartiere At-Tuffah nella città di Gaza, si è accordato con altri per comprare un generatore per rifornire di elettricità la moschea durante il mese di Ramadan.

Nel mese di Ramadan arriva sempre più gente nelle moschee – come nel resto del mondo islamico – rispetto gli altri mesi dell’anno. Di sera, esse si riempiono fino a tardi, si organizzano i pasti collettivi per i poveri, offerti dalle associazioni di beneficenza sparse sul territorio di Gaza e della West Bank.

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