Report della delegazione italiana sugli ultimi sviluppi della Gaza Freedom March.


Riceviamo e pubblichiamo.

Report della delegazione italiana sugli ultimi sviluppi della GFM

Ciao a tutte e tutti,

ci siamo riuniti ieri sera con Francesi e Belgi del coordinamento europeo per fare una prima valutazione di quanto successo; si è ritenuta positiva la mobilitazione svoltasi al Cairo, pur non essendo riusciti ad entrare a Gaza, per la risonanza che si è riusciti a dare al dramma di Gaza e per la sensibilizzazione della popolazione egiziana che ha espresso grande solidarietà ai partecipanti alla marcia, in particolare durante la manifestazione sotto l'ambasciata
israeliana.

Da tutti è stata rilevata la difficoltà di partecipare secondo processi condivisi e la poca democrazia nel coinvolgere le diverse delegazioni nei processi decisionali. Un esempio di questo sono state le modalità (tramite un contatto con la moglie di Mubarak e la Croce Rossa) con cui è stata presa la decisione di mandare il pullman con gli aiuti umanitari e la delegazione ristretta che li accompagnava.

Riteniamo invece positive le modalità di coinvolgimento e di partecipazione dei componenti della delegazione italiana, pur con qualche critica agli organizzatori: a questo proposito, e anche rispetto alle difficoltà di una partecipazione ai processi decisionali generali, vi erano delle reali difficoltà logistiche, per la distanza del nostro albergo dal centro, dove si trovava un altro nostro gruppo, e per la mancanza di connessioni internet.

Per quanto riguarda la dichiarazione del Cairo, nata da un gruppo e seguita da una raccolta di firme, abbiamo valutato che sia necessario fare una discussione nel singoli paesi per poi ritrovarci a Bruxelles ai primi di Febbraio in una riunione del coordinamento europeo di ECCP dove si potrà prendere una decisione condivisa.
Tutti hanno sottolineato quanto sia importante rafforzare il coordinamento europeo, anche al fine di poter sviluppare in futuro una propria autonomia propositiva.
Quindi, fermo restando che andrà intensificata la campagna BDS (la Campagna per il boicottaggio, le sanzioni e il disinvestimento in Israele, ndr), bisognerà cercare di sviluppare iniziative di collegamento e comunicazione costante con la popolazione e la società civile di Gaza, per mantenere vivo lo spiraglio che si è riusciti a riaprire su Gaza.

In questo momento stiamo partecipando alla riunione internazionale, ascoltando alcuni dei partecipanti della delegazione ristretta cui è stato concesso di entrare a Gaza, ma cui l'autorità locale non ha consentito di restare più giorni.
Per ora possiamo solo dirvi che hanno trovato una situazione molto, molto disastrata, mentre la popolazione è stata molto contenta divedere la delegazione.

Alcuni componenti della delegazone hanno partecipato alla marcia indetta da Hamas mentre altri si sono mantenuti ai lati.
Maggiori informazioni sulle dinamiche, anche rispetto a questo ultimo punto vi saranno fornite al ritorno.
Un particolare interessante e che tutte le merci che circolano dentro Gaza sono egiziane.
È evidente che i tunnel siano essenziali per il sostegno di un minimo di attività economica. Quindi il muro che l'Egitto sta costruendo rappresenta un grave impedimento allo scambio che si riesce ancora a mantenere: d'altra parte la necessità del muro che il governo egiziano sostiene sia per contrastare il contrabbando, verrebbe meno se, come
chiede l'autorità palestinese, venisse tolto l'assedio.

Loretta Mussi

Direttore Un ponte per..
tel:+39.06.44702906
fax:+39.06.44703172

 

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