Report settimanale del Pchr sulle violazioni israeliane

Rapporto settimanale sulle violazioni israeliane dei diritti umani nel territorio palestinese occupato (12-18 Gennaio 2012).

Le forze d’occupazione israeliane (IOF) continuano gli attacchi sistematici contro i civili palestinesi e le loro proprietà nel territorio palestinese occupato.
Due attivisti della resistenza palestinese sono stati uccisi dalla IOF in Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza.
Due attivisti della resistenza palestinese sono stati feriti ad est del campo profughi “al-Boreij” al centro di Gaza.
La IOF ha continuato ad usare la forza contro proteste pacifiche in Cisgiordania.
Molti civili palestinesi hanno sofferto a causa dei gas lacrimogeni inalati in Cisgiordania.
La IOF ha condotto 56 incursioni nelle comunità palestinesi, mentre altre 3 sono state limitate alla Striscia di Gaza.
La IOF ha arrestato 37 palestinesi, inclusi 4 bambini, in Cisgiordania.
La IOF ha arrestato 2 palestinesi di al-Shoka, un villaggio a sud della Striscia di Gaza.
La IOF ha fatto irruzione nella casa e nell’ufficio del giornalista Abou Warda, a Nablus, confiscando i computer e una scheda di memoria della videocamera.
Israele ha continuato ad imporre una chiusura totale del territorio palestinese occupato, isolando la Striscia di Gaza dal mondo esterno.
I soldati israeliani hanno arrestato 6 civili palestinesi, incluso un bambino, presso vari checkpoint in Cisgiordania.
Israele ha continuato gli sforzi tesi a creare la maggioranza ebraica nella Gerusalemme orientale.
La IOF ha demolito un’abitazione a Shuf’at, raso al suolo un magazzino ed alcuni casermoni a Sur Baher.
La IOF ha continuato l’attività d’insediamento in Cisgiordania ed i coloni israeliani hanno seguitato ad attaccare civili e proprietà palestinesi.
I coloni israeliani hanno continuato i loro attacchi a Hebron e dato fuoco ad un’auto.
SOMMARIO
Le violazioni israeliane delle leggi internazionali ed umanitarie sono proseguite nel periodo oggetto del presente rapporto (12-18 Gennaio 2012).

Sparatorie
Durante il periodo in oggetto, la IOF ha ucciso due attivisti della resistenza palestinese, ferendone altri due nella Striscia di Gaza.

In Cisgiordania molti Palestinesi hanno accusato malori per via dell’inalazione di gas lacrimogeni durante manifestazioni pacifiche.
Il 18 Gennaio 2012, nella Striscia di Gaza, due attivisti della resistenza palestinese sono stati uccisi quando la IOF, posizionata sul confine nell’area sud-orientale di Beit Hanoun, nella Striscia di Gaza settentrionale, ha esploso una raffica di otto proiettili contro i due attivisti, in missione a ridosso del confine. Anche i caccia israeliani hanno aperto il fuoco sui due Palestinesi.

Le IOF hanno sparato anche contro un paio di ambulanze della PRCS che stavano tentavano di raccogliere i corpi.

Le IOF hanno dichiarato di aver aperto il fuoco contro un gruppo di Palestinesi che stavano cercando di piazzare esplosivi presso il confine.
Il 12 Gennaio 2012, due attivisti della resistenza palestinese sono stati feriti quando la IOF, posizionata sul confine tra la Striscia di Gaza e Israele, a est del campo profughi “al-Bureij” , nella Striscia di Gaza centrale, ha esploso due proiettili contro di loro. I due attivisti sono stati poi ricoverati all’al-Aqsa Martyrs Hospital e le loro ferite sono state dichiarate lievi.
In Cisgiordania, durante il periodo in oggetto, la IOF è ricorsa ad un uso eccessivo della violenza per disperdere alcune manifestazioni pacifiche organizzate per protestare contro le attività d’insediamento israeliane e la costruzione di un muro d’annessione in Cisgiordania. A causa di ciò, molti partecipanti alle manifestazioni hanno sofferto per l’inalazione di gas lacrimogeni. La IOF ha inoltre arrestato 5 civili palestinesi, inclusa una donna.

Incursioni
Durante il periodo in oggetto, le IOF hanno condotto almeno 56 incursioni militari nelle comunità palestinesi in Cisgiordania, durante le quali ha arrestato 37 civili palestinesi, compresi 4 bambini ed un professore universitario.
Durante il periodo in oggetto, le IOF hanno assaltato l’abitazione di Amin Abdoul Aziz Warda, 46 anni, giornalista e docente presso il dipartimento di giornalismo dell’ al-Najah National University. I soldati hanno rinchiuso in una stanza dell’abitazione i cinque membri della famiglia del giornalista, insieme al fratello di Warda e alla moglie di quest’ultimo.

Le IOF si sono ritirate un’ora più tardi, confiscando un laptop, un hard disk, alcuni documenti relativi al lavoro di Warda e le schede SIM dell’ intera famiglia.

Le IOF hanno, inoltre, distrutto la porta dell’ufficio di Warda al terzo piano del palazzo di al-Takrouri, nel blocco occidentale di Nablus. L’ufficio è stato perquisito e i soldati hanno confiscato un laptop, 2 hard disk e la scheda di memoria di una videocamera prima di ritirarsi. Da notare che Warda era stato arrestato dalle IOF il 28 Dicembre 2011 e condotto per un interrogatorio a Petah Tikva. Il 4 gennaio 2012, Warda ha dovuto presentarsi di fronte ad un giudice della Corte Militare Israeliana di Salem Camp, ad ovest di Jenin, il quale decise di estendere la detenzione di Warda per ulteriori 12 giorni, in attesa di interrogatorio.
Il 18 Gennaio 2008 ,nella Striscia di Gaza, le IOF hanno condotto 3 incursioni circoscritte. La prima è stata effettuata verso le 02.00 nel paese di al-Shoka, a sud-est di Rafah, nel meridione della Striscia di Gaza, ed ha portato all’arresto di due Palestinesi.
La seconda incursione ha avuto luogo verso le 11.55, dopo che le IOF avevano ucciso due attivisti della resistenza palestinese a sud-est di Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza. Le IOF hanno effettuato operazioni di esplorazione ritirandosi poi sul confine.
Le IOF hanno condotto la terza incursione intorno alle 12.30. I soldati sono avanzati per circa 400 metri a nord di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, mentre contro i poderi palestinesi situati a 700 metri dal confine veniva sostenuto un fuoco continuo, a seguito del quale le IOF hanno effettuato operazioni di esplorazione. Verso le 14.00, le IOF si sono dirette ad est, lungo il confine, e si è posizionata al Villaggio Beduino. I soldati hanno continuato ad aprire il fuoco ed a svolgere esplorazioni. Più tardi si sono spostati all’ex insediamento di Nisanit, a nord-ovest di Beit Hanoun. Le IOF si sono ritirate intorno alle 16.00 e non sono state riportate né perdite né danni ai civili.

Limitazioni agli spostamenti
Israele ha seguitato ad imporre un intenso assedio al territorio palestinese occupato, limitando notevolmente le possibilità di spostamento dei civili palestinesi nella Striscia di Gaza ed in Cisgiordania, compresa la parte orientale occupata di Gerusalemme.

Striscia di Gaza
Israele ha mantenuto chiusi gli accessi alla Striscia di Gaza per più di tre anni. Questa chiusura illegale, imposta con fermezza fin dal Giugno 2007, ha avuto un impatto disastroso sulla situazione economica ed umanitaria nella Striscia di Gaza.
La IOF ha blindato la Striscia di Gaza ed ha istituito l’accesso di Karm Abou Salem come l’unico adibito al commercio dell’area assediata, sebbene esso non sia molto funzionale allo scopo, per via della sua distanza e della sua scarsa capacità operativa.
La IOF ha proseguito la sua politica tesa allo strangolamento del traffico commerciale nella Striscia di Gaza imponendo un controllo serrato del flusso di importazioni ed esportazioni.
La chiusura totale dell’accesso al-Mentar “Karni” il 2 Marzo 2011 ha creato una dolorosa situazione che ha afflitto la Striscia di Gaza. A causa di tale chiusura, tutte le aziende commerciali ed economiche della zona commerciale di Gaza si sono arrestate. Da notare che quello di al-Mentar è il più grande accesso alla Striscia di Gaza in termini di capacità operativa nell’assorbimento dei flussi import-export. Quella presa per al-Mentar rappresenta il culmine delle decisioni finalizzate a chiudere l’accesso di Sofa, ad est della Striscia di Gaza, all’inizio del 2009 e quello di Nahal Oz, ad est della città di Gaza, che era stato dedicato all’approvvigionamento di carburante e gas per la Striscia di Gaza all’inizio del 2010.
Queste statistiche, messe a disposizione del PCHR dal Border and Crossings Department, indicano una costante diminuzione del numero di carichi delle importazioni ed esportazioni di Gaza.
La IOF ha continuato ad imporre il divieto totale alla fornitura di materie prime alla Striscia di Gaza, eccetto alcuni elementi e quantità limitati.
La quantità limitata di materie prime autorizzate ad entrare in Gaza non è in grado di soddisfare le necessità primarie della popolazione civile della Striscia.
La crisi del gas esplosa nel Novembre scorso ha continuato ad affliggere la Striscia di Gaza. La crisi ha avuto origine il 4 Gennaio 2010, quando le autorità d’occupazione israeliane chiusero totalmente l’accesso di Nahal Oz, che era adibito alla fornitura di carburante e gas alla città di Gaza, e stabilirono che la fornitura delle medesime materie spettasse all’accesso di Karm Abou Salem, che tuttavia non risulta sufficientemente equipaggiato a livello tecnico da rispondere adeguatamente alle necessità di carburante della città della Striscia. L’accesso di Karm Abou Salem, al massimo della sua operatività, può ricevere solamente 200 tonnellate di gas per cottura al giorno.
Circa l’80% della popolazione civile di Gaza continua a dipendere dagli aiuti forniti dall’URNWA ed altre agenzie di soccorso e la percentuale di famiglie al di sotto della soglia di povertà è in continuo aumento mentre circa il 40% della manodopera di Gaza soffre la disoccupazione causata dalla cessata attività della maggior parte delle aziende cittadine.
La IOF ha continuato ad imporre il divieto assoluto all’esportazione dei prodotti di Gaza, specialmente quelli industriali, minando qualsiasi possibilità di sviluppo per l’economia locale. La situazione si è ulteriormente aggravata in seguito alla decisione di rendere quello di Karm Abou Salem l’unico accesso adibito a fini commerciali e la frequente chiusura dello stesso ha negativamente influito sulla quantità di prodotti di Gaza dei quali è stata consentita l’esportazione nello scorso Aprile.
La IOF ha continuato a ritardare l’entrata in vigore del permesso di transito settimanale di 60 automobili, sebbene siano passati più di 11 mesi dall’annuncio di tale decisione, arrivata dopo tre anni di proibizione assoluta alla fornitura di vetture alla città di Gaza. In conseguenza di ciò, i prezzi delle automobili sono in continuo aumento ed i rivenditori locali stanno sperimentando una grande carenza di pezzi di ricambio.
Per circa quattro anni consecutivi, la IOF ha continuato a proibire la fornitura di materiali da costruzione alla città di Gaza. Durante il periodo in oggetto, la IOF ha consentito la fornitura di quantità limitate di materiali da costruzione da parte di varie organizzazioni internazionali.
Israele ha mantenuto chiuso l’accesso di Beit Hanoun (Erez) ai civili palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza. La IOF permette solo il passaggio di piccoli gruppi sottoponendoli a pesanti disagi, comprese lunghe ore d’attesa. La IOF ha proseguito nell’attuazione di una politica mirata a ridurre il numero di pazienti palestinesi ai quali viene consentito il passaggio attraverso Beit Hanoun per poter ricevere cure mediche presso gli ospedali d’Israele, della Cisgiordania e di Gerusalemme. La IOF ha negato ad altre categorie di pazienti di poter accedere agli ospedali al di là del confine.
La IOF ha imposto restrizioni aggiuntive ai diplomatici internazionali, giornalisti e collaboratori umanitari che cercano di accedere alla Striscia di Gaza.
Per circa 55 mesi, la IOF ha continuato a negare ai prigionieri di Gaza detenuti in Israele i diritti di visita senza fornire alcuna giustificazione in merito, il che vìola la legge umanitaria internazionale.

Cisgiordania
La IOF ha continuato ad imporre severe restrizioni agli spostamenti dei civili palestinesi attraverso la Cisgiordania, inclusa la parte orientale occupata di Gerusalemme. A migliaia di civili palestinesi provenienti dalla Cisgiordania e dalla Striscia di Gaza continua ad essere negato l’accesso a Gerusalemme.
La IOF ha stabilito dei checkpoint tutt’intorno a Gerusalemme, limitando notevolmente l’accesso palestinese alla città. Ai civili è frequentemente impedito di pregare nella moschea al-Aqsa di Gerusalemme.
Ci sono circa 585 posti di blocco permanenti, oltre a checkpoint, con guarnigione o meno, sparsi in tutta la Cisgiordania.
Una volta completato, il muro d’annessione si estenderà per 724 km attorno alla Cisgiordania, isolandone ulteriormente l’intera popolazione. Ne sono già stati costruiti 350 km. Il muro è stato costruito per il 99% all’interno della stessa Cisgiordania, il che ha portato ad una confisca maggiore di terra palestinese. Almeno il 65% delle strade principali che conducono alle 18 comunità palestinesi della Cisgiordania sono chiuse o completamente sotto il controllo della IOF.
Ci sono circa 500 km di strade sottoposte a restrizioni n Cisgiordania. Inoltre, un terzo della Cisgiordania, compresa la parte orientale occupata di Gerusalemme, è inaccessibile ai Palestinesi sprovvisti dei permessi emessi dalla IOF. Tali permessi sono estremamente difficili da ottenere.
La IOF insiste nell’attaccare i dimostranti che organizzano proteste pacifiche contro la costruzione del muro d’annessione.
I civili palestinesi continuano ad essere tormentati dalla IOF a Gerusalemme ed in tutta la Cisgiordania. Frequenti i fermi e le perquisizioni per strada ad opera della IOF.

Sforzi per creare la maggioranza ebraica nella Gerusalemme orientale.
Il 16 Gennaio 2012 la IOF, supportata da bulldozer e poliziotti municipali israeliani è penetrata nel quartiere Shu’fat, ha circondato la casa di Mohammed Ibrahim Abu Khdeir ed ha impedito ai residenti di uscirne. I poliziotti hanno cominciato a tagliare i pali di metallo. Abu Khdeir disse che aveva sistemato quei pali 20 anni prima per costruire un terzo piano in alluminio, legno e mattoni. La casa è costruita su un’area di 278 metri. Aggiunse anche che un ispettore municipale si era recato da lui quattro volte in 10 giorni, ed aveva scattato delle foto alla casa. Il 9 Gennaio 2012 la polizia municipale aveva inviato una notifica che affermava che i pali dovevano essere rimossi entro una settimana altrimenti se ne serabbe incaricata la municipalità stessa, obbligando inoltre il proprietario al pagamento di una sanzione di 150.000 NIS. Lo stesso giorno la IOF rase al suolo un magazzino ed alcune baracche adibite a stalla per le pecore nel villaggio di Sour Baher, a sud della parte occupata di Gerusalemme. Il magazzino e le baracche si estendevano su un’area di 2.200 metri, di proprietà di Mostafa Ali Mostafa Dabash.

Attività d’insediamento
Israele ha continuato la sua attività d’insediamento nel territorio palestinese occupato in violazione della legge umanitaria internazionale ed i coloni israeliani hanno seguitato ad attaccare civili e proprietà palestinesi.
Il 13 Gennaio 2012 un gruppo di coloni, scortati da soldati israeliani, sono entrati nel centro di Hebron con il pretesto di visitare la tomba di un rabbino, come consentito dagli accordi siglati fra autorità palestinese ed Israele. I coloni hanno intonato slogan contro i Palestinesi.
Il 15 Gennaio 2012 un gruppo di coloni residenti nell’insediamento di Ramat Yishai, nel quartiere Tal al-Rmeida al centro di Hebron, ha incendiato un veicolo civile appartenente a Hana’ Jameel Abou Haikal, 55 anni. L’auto è bruciata completamente. Abu Haikal ha detto che la sua Hyunday Intra bianca è bruciata completamente, facendo notare che quella era la quinta volta che veicoli di proprietà della sua famiglia venivano dati alle fiamme dai coloni, in modo da obbligarla a lasciare la sua abitazione, adiacente al suddetto insediamento.

Traduzione per InfoPal a cura di Giuliano Stefanoni

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