Stato palestinese a settembre. Per Fatah sarà un test di prova per la coscienza del mondo

Ramallah – InfoPal. Per alcuni esponenti di Fatah, l'appuntamento fissato per settembre prossimo, quando la rappresentanza politica palestinese chiederà alla comunità internazionale di riconoscere lo Stato di Palestina indipendente e sovrano entro i confini occupati da Israele nel 1967, con Gerusalemme Est capitale, è un “diritto e un esercizio di democrazia nel rispetto dei diritti umani”.

“Il mondo sarà messo di fronte a due opzioni: votare per lo Stato palestinese, in difesa di un popolo oppresso in tutta la propria storia moderna e contemporanea oppure continuare a sostenere la pulizia etnica ad opera di Israele”.

Fayez Abu 'Aita, portavoce di Fatah, ha scritto alla stampa, veicolando un messaggio del proprio gruppo politico: “Noi siamo decisi a farlo e andremo all'Onu a settembre in quanto a casa nostra, nella Palestina occupata, non ci viene data altra opportunità al di fuori di una umiliante convivenza con l'occupazione israeliana”.

Sul rischio che gli Stati Uniti pongano un veto al voto, Abu 'Aita ha affermato che “in quell'ipotesi, gli Usa non faranno altro che minare la propria già dubbia credibilità di fronte al mondo”.

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