Storie di attesa e soprusi al valico di Rafah,

  Isam Ash-Shaer, capo della polizia che opera al valico di Rafah, a sud della Striscia di Gaza, ieri aveva reso noto che migliaia di cittadini erano ancora in attesa di attravesare la frontiera a seguito dell’annuncio dell’apertura del passaggio.

Ash-Shaer aveva spiegato che gli israeliani ne stavano ostacolando l’apertura a causa di “segnalazioni di pericolo”, cioè della possibilità di un attentato al passaggio di Karm Abu Salem o dell’esistenza di “gallerie tra la parte palestinese e quella egiziana utilizzate per far entrare illegalmente” armi”.

 

Con una scusa o con l’altra, Israele ritarda l’apertura del valico, già rara.

 

  I cittadini palestinesi hanno espresso la loro amarezza per la situazione deteriorata al valico di Rafah: nei giorni di apertura, si accalca una folla di migliaia di persone nella speranza attraversare la frontiera.

  Haj Younes, uno delle centinaia che hanno ricevuto già da tempo il permesso per partire, spiega che deve far curare sua moglie, malata di cuore.

Ala’a Abu Asi, un bimbo di dieci anni con un soffio al cuore, ha bisogno di cure immediate, ma le procedure di sicurezza presenti al valico ostacolano il suo arrivo in ospedale e, nonostante i problemi cardiaci, viene lasciato per decine di ore in attesa.

In aggiunta, gli uomini della sicurezza in divisa militare, con i loro manganelli minacciosi, e le loro armi dalle quali escono pallottole dirette alla folla che aspetta, seminano il terrore, tanto che quache donna cade svenuta.

  Ricordiamo che dal 21 novembre del 2005, a seguito di un accordo tra il governo israeliano e l’Autorità Nazionale palestinese, il valico di Rafah è sotto la "EU Border Assistance Mission (EU BAM Rafah)", Missione di Assistenza, cioè, sotto monitoraggio delle forze europee, in particolare italiane…. 

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