Uno studio israeliano: Israele è più pericolosa per se stessa delle minacce esterne.

Tel Aviv – Infopal. In questi giorni, l’università di Jaffa ha pubblicato una ricerca dal titolo "Il governo di Tel Aviv è una minaccia per Israele", dove vengono evidenziati i pericoli di "politiche sbagliate" e elementi di "autodistruzione".

Lo studio, preparato dal geografo Arnon Soffer, ha illustrato la crescita delle grandi città, sia a livello demografico sia a livello economico, a scapito della periferia. Tale sviluppo è causato dalla concentrazione degli uffici pubblici nei centri urbani.

Soffer riferisce la particolarità della situazione in Israele e la sua pericolosità: i suoi abitanti ebrei si concentrano a Tel Aviv e dintorni, mentre i palestinesi di Israele vivono nelle zone limitrofe.

L’accademico spiega anche che lo Stato israeliano si limita alla zona di Tel Aviv – che egli chiama "lo Stato di Tel Aviv" -, dove si concentrano le risorse più importanti e dove cresce il numero degli ebrei, mentre nelle periferie diminuisce a seguito della riduzione dei servizi.

Egli aggiunge: "La distanza tra la città e le altre aree aumenta di giorno in giorno. Gli abitanti di Tel Aviv beneficiano di una cultura ricca e di una qualità di vita alta e si disinteressano di quanto succede nel resto di Israele".

Lo studio critica fortemente anche la stampa israeliana in quanto "chiusa all’interno dello Stato di Tel Aviv e referente della vita dei più ricchi".

L’autore avverte che tale chiusura rappresenta una minaccia alla sopravvivenza stessa del progetto sionista.

Distribuzione solo sulla carta

L’istituto di ricerca critica anche la mancata distribuzione demografica nelle varie aree del Paese, notificata solo nelle carte geografiche. E avverte che sarà Israele stesso, proseguendo in questa direzione, ad applicare la risoluzione Onu 181 del 1947 sulla divisione della Palestina, e a limitare la propria presenza a una striscia costiera che va da Jaffa ad Ashkelon, passando per Tel Aviv. "Così facendo, Israele non sarà in grado di vivere a lungo", mette in guardia l’accademico.

Esempi internazionali

La ricerca afferma anche che "concentrare gli obiettivi militari nel cuore dello Stato è un rischio, a livello strategico e di sicurezza".

Inoltre, evidenzia come gli ebrei nella Palestina storica oggi rappresentino solo il 49,2% degli abitanti, mentre entro il 2025 è prevista una diminuzione fino al 41,8%.

Lo studio presenta molti esempi di situazioni simili contrassegnate da crolli politici:  il sud del Sudan, il Kurdistan, l’Azerbaijan, il sud del Libano, la Jugoslavia, l’Ucraina, il Quebec in Canada, e così via.

Lo studio si conclude intravvedendo la possibilità che vengano formate forze palestinesi da entrambi i lati della Linea Verde che lavoreranno insieme per costituire il grande Stato palestinese.

 

 

 

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