Usa e Italia assenti alla Conferenza contro il Razzismo.


Lunedì, 20 aprile 

La più alta autorità dell’Onu per i diritti umani si è definita “scioccata e profondamente delusa” dalla decisione Usa di boicottare la Conferenza Durban 2 contro il Razzismo, che si aprirà oggi a Ginevra.

Il presidente americano Barack Obama ha infatti confermato nella giornata di ieri che gli Stati Uniti si uniranno a Italia, Israele, Canada, Australia, Olanda, Germania e Svezia nel negare la propria presenza all’incontro, il cui scopo sarà quello di rivedere gli obiettivi emersi nel precedente vertice di Durban, Sudafrica, tenutosi nel 2001.

Anche il vertice di Durban-2001 aveva visto il forfait di Usa e Israele, in risposta ad alcune affermazioni che identificavano la seconda come responsabile di politiche razziste ai danni dei palestinesi.

“Sono scioccata e profondamente delusa dalla decisione degli Stati Uniti di non partecipare a una conferenza che punta a combattere il razzismo, la xenofobia, la discriminazione razziale e altre forme d’intolleranza presenti in tutto il mondo” ha detto testualmente l’Alto Commissario dell’Onu per i Diritti umani Navi Pillay, in una dichiarazione pubblicata ieri sul sito web ufficiale della conferenza.


Il programma d’azione di 64 pagine sottoscritto dagli organizzatori in occasione della conferenza nel 2001 sottolineava “l’inalienabile diritto del popolo palestinese all’auto-determinazione e alla creazione di uno stato indipendente”. Il documento affermava anche che “l’Olocausto non deve mai essere dimenticato”.

Nonostante il documento di 17 pagine relativo all’incontro di quest’anno ometta invece qualsiasi riferimento ai palestinesi, gli Usa ritengono che la bozza attuale non sia sufficiente a negare le sezioni offensive della dichiarazione di otto anni fa. “Mi piacerebbe molto essere coinvolto in una conferenza utile, che si rivolgesse agli ininterrotti problemi di razzismo e discriminazione nel mondo” ha affermato ieri Obama dopo il summit delle “due Americhe di Trinidad & Tobago”, secondo quanto riportato da Agence Press.

Tuttavia, ha continuato, la bozza della dichiarazione ripropone per intero il documento del 2001, col quale “alcune persone hanno espresso il loro antagonismo nei confronti d’Israele in maniera spesse volte ipocrita e controproducente”.

“Durante i preparativi per quest’incontro – ha ricordato Obama – avevamo spiegato che, se si adotta integralmente lo stesso linguaggio del 2001, allora noi non potremo mai mettere la nostra firma”.

A queste preoccupazioni, l’Alto Commissario ha risposto: “Credo che questa difficoltà si sarebbe potuta superare. Sarebbe stato possibile chiarire in una nota che gli USA non avevano condiviso il documento originale, e che di conseguenza non avrebbero sottoscritto nemmeno questo: il che nei negoziati multilaterali è una pratica di routine, volta a costruire consenso permettendo contemporaneamente l’espressione di posizioni individuali… Dopodiché saremmo potuti andare avanti tutti insieme, lasciandoci alle spalle i problemi del 2001.”


La stessa Pillay ha proseguito dicendo: “Non riesco a vedere perché, dal momento che il Medio Oriente non è stato menzionato nell’ultima bozza, la politica relativa a quest’area continui a interferire nel processo (i dialogo, ndr)”.

L'atteggiamento statunitense di totale parzialità nei confronti di Israele e dei crimini da esso commessi, evidenziano inequivocabilmente la continuità delle amministrazioni Bush e Obama nei confronti della politica estera mediorientale.

Per quanto riguarda, invece, il nostro Paese, va ricordato che la settimana scorsa, il Consiglio d'Europa ha “bacchettato” l'Italia accusandola di aver fatto “passi insufficienti nella giusta direzione sul fronte della lotta al razzismo, per assicurare eguali diritti alle popolazioni Rom e Sinti, per chiarire la propria posizione in merito alla politica migratoria adottata” (http://www.rassegna.it/articoli/2009/04/16/45749/razzismo-consiglio-deuropa-bacchetta-italia).

La decisione del nostro ministero degli Esteri di non prendere parte alla Conferenza di Durban parrebbe ricordare quella della volpe nei confronti del grappolo d'uva che non riesce a cogliere (La Volpe e l'uva, Esopo).

 

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