Venerdì 9 aprile 2010: protesta settimanale contro muro, colonie e in ricordo del massacro di Deir Yassin, nei villaggi palestinesi di Bil’in, Nil’in e Al Ma’sara.

Venerdì 9 aprile 2010:

protesta settimanale contro muro, colonie e in ricordo del massacro di Deir Yassin, nei villaggi palestinesi di Bil’in, Nil’in e Al Ma’sara. 

Anche questo venerdì, con il sostegno di attivisti internazionali ed israeliani, i residenti palestinesi dei villaggi colpiti dalla costruzione del muro in Cisgiordania si sono riuniti in protesta contro il furto e la separazione dalle proprie terre e non solo.

Nel villaggio di Bil’in, Cisgiordania centrale, i dimostranti si sono radunati all’ingresso del muro dove, per disperdere la folla, i soldati hanno lanciato gas lacrimogeni, hanno sparato proiettili rivestiti, fino a fare ricorso a cannoni con una capacità di 30 contenitori di gas per volta. 

E come ogni venerdì, la protesta di Bil’in è stata seguita dall’invasione dei soldati nel villaggio con l’arresto del giornalista e cameramen palestinese, Haitham Al Khatib di Bil’in. Al Khatib, che lavora anche per il centro di informazione israeliano per i diritti umani B’tselem, era rientrato lo scorso giovedì da un viaggio di tre settimane in Europa dove aveva presentato il suo ultimo film “Life on Wheels”.

Il film racconta l’occupazione nel villaggio di Bil’in attraverso l’esperienza di Jody McIntire, attivista internazionale.  

Dopo aver concluso la preghiera del mezzogiorno proprio sui terreni vicini al muro, gli abitanti del villaggio di Nil’in, Cisgiordania centrale, hanno marciato intorno al muro mentre, le forze israeliane erano già pesantemente spiegate presso il suo l’ingresso che separa gli agricoltori dalle proprie terre. Lì riuniti, gli organizzatori hanno lanciato slogan in commemorazione del massacro di Deir Yassin.

In un secondo momento, I soldati hanno sparato gas lacrimogeni e proiettili rivestiti per disperdere la folla. A decine sono stati soffocati dalle inalazioni del gas e la protesta non violenta, che si ripete settimanalmente, si è conclusa con scontri tra giovani palestinesi e le truppe israeliane.

Anche gli abitanti di Al Ma’sara, a sud di Betlemme, in Cisgiordania, hanno protestato contro il muro israeliano costruito sulle loro terre.

Nonostante giovedì l’esercito israeliano aveva invaso il villaggio minacciando gli organizzatori locali di arresto se avessero proseguito a protestare contro il muro, i palestinesi hanno ricevuto il supporto di internazionali ed israeliani.

Da Al Ma’sara hanno marciato insieme lungo il muro mentre, le truppe isareliane hanno eretto un checkpoint con del filo spinato fermando coloro che tentavano di raggiungere il punto d’incontro.   

Gli organizzatori hanno lanciato slogan contro la costruzione di muro e colonie e ,anche qui, la protesta di oggi ha voluto commemorare il massacro di Deir Yassin.

Ricordiamo che, il 19 aprile 1948, le organizzazioni militari sioniste Etzel e Lechi attaccarono il villaggio di Deir Yassin, nei pressi di Gerusalemme, all’epoca abitato da circa 750 palestinesi.

Le organizzazioni ebraiche assassinarono sistematicamente 100 civili tra uomini, donne e bambini.

Rimasti orfani, 53 bambini furono abbandonati lungo le mura della città vecchia di Gerusalemme dove Hind Husseini li trovò e li accolse nella propria abitazione che, nel tempo, divenne l’orfanotrofio Dar El-Tifl El-Arabi.

Quando il paese fu ufficialmente riconosciuto, queste organizzazioni militari vennero assorbite dall’esercito israeliano.

 

(Fonte: Imemc)

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